La Bardot condannata per «razzismo»

da Parigi

E cinque. All'età di 73 anni, Brigitte Bardot è stata condannata ieri da un Tribunale francese per la quinta volta nella sua vita. Niente a che vedere con le piccanti sequenze dei suoi film, che ormai potrebbero essere proiettati anche all'oratorio. La condanna di ieri, come le quattro che l'hanno preceduta, riguarda le dure critiche rivolte da BB alla comunità islamica transalpina e in particolare al modo in cui vengono sacrificati gli agnelli (spesso sgozzati e dissanguati nelle vasche da bagno) in occasione della festa dell'Aid el-Kebir. Nel dicembre 2006 l'allora ministro degli Esteri Nicolas Sarkozy ricevette una lettera pubblica di protesta a firma dell'ex attrice, divenuta una fervente paladina della causa animalista (sono note le campagne della Fondazione Brigitte Bardot contro il massacro dei cuccioli di foca e contro l'abbandono dei cani). Nella missiva BB se la prendeva col modo in cui molti musulmani francesi (e non certo solo francesi) esercitano “artigianalmente” la liturgia del sacrifico dell'agnello, infliggendo all'animale in questione inutili e crudeli sofferenze.
L'attrice è tradizionalmente molto polemica nei confronti della comunità islamica transalpina. Così la crociata animalista (per chiedere che gli agnelli vengano storditi prima d'essere uccisi) è stata condotta nei termini che hanno portato alla sentenza di ieri: 15mila euro di multa per «incitamento all'odio razziale». In particolare il Tribunale parigino (a cui si erano rivolte la Lega dei diritti dell'uomo, il Movimento per l'amicizia tra i popoli e la Lega contro il razzismo) ha condannato una frase della Bardot. Eccola: «Siamo stufi d'essere presi in giro da tutta questa gente che ci distrugge, che distrugge il nostro Paese imponendogli i propri atti». Di qui la denuncia per «provocazione alla discriminazione o all'odio razziale» nei confronti della popolazione musulmana. L’ex attrice non era presente alla lettura del verdetto.
In una lettera ai giudici, BB si era detta «stanca e avvilita», ma decisa a continuare la sua battaglia contro le sevizie sugli animali. La sentenza è stata vista come una persecuzione da parte degli amici di BB, ma ha provocato anche qualche perplessità tra i suoi nemici, che speravano in una condanna al carcere (con la condizionale), oltre alla multa.