Bargnani, da Roma al sogno Nba

Marcello Castaldi

Gli occhi del Palalottomatica erano tutti per lui: Andrea Bargnani. Il nuovo asso del basket italiano, nato e cresciuto nella capitale, classe 1985, che ieri non è però bastato alla Benetton Treviso sconfitta per 75 a 72 dalla Virtus dopo un rocambolesco finale.
Ieri, poco prima dell’inizio della partita, il suo completo verde spiccava tra le numerose casacche biancoverdi della Benetton e in ogni singolo tifoso capitolino tra gli spalti, il disappunto per i colori che vestivano il talentone romano era totale. Bargnani contro Roma è uno dei più grandi paradossi di una città che vide andar via la più grande promessa del basket italiano, proprio con l’arrivo di Toti alla presidenza della società capitolina. Sarebbe bastato poco: se solamente Toti fosse arrivato qualche mese prima avrebbe trovato modi e maniere per far sbocciare in casa il fiore più bello. Peccato, resta il vanto di una città che può fregiarsi di aver dato i natali ad un ragazzo di enorme impatto tecnico, dai fondamentali sopraffini e dalle enormi potenzialità, molte delle quali ancora inespresse, visto che parliamo di un ragazzo di venti anni. Prescindendo dal dato statistico, la gara ha assunto mille significati per un ragazzo che si appresta a varcare l’oceano per affermarsi nel campionato più difficile al mondo: la Nba. Finalmente a Roma? «Felice ed emozionato. Questa è la mia città, il posto dove sono nato». La città che ti ha visto sbocciare: «Sono andato via da Roma da piccolo, poi siamo tornati e ho iniziato la mia storia con una società ben precisa...». Chiariamo il dubbio: «Esatto. Sono cresciuto nel Basket Roma e non nella Stella Azzurra come da più parti dicono. I miei primi allenamenti erano in una palestra a Montesacro. Momenti bellissimi, nel quali il basket era divertimento, con tanti amici». Allora era solo un gioco, poi accadde qualcosa: «Accadde che ho sempre amato questo sport e il mio sogno era quello di arrivare alla serie A». La storia di Andrea Bargnani colpisce per la serietà e per la determinazione con cui il ragazzo ha perseguito il suo obiettivo. Sin da giovanissimo, a 15 anni, il suo era già una occupazione a tempo pieno. Grazie alla dedizione della madre che lo ha sempre accompagnato, ogni giorno, agli allenamenti e all’opera tecnica di Tonino Di Giannantonio e Claudio Castellano, Bargnani ha man mano scalato tappe importanti, arrivando alla sua prima stagione con la Stella Azzurra, in B2, a statistiche di enorme impatto. Un rendimento che svegliò l’interesse di tutta l’Italia del basket. È allora che arrivò la decisione di lasciare Roma: «La realtà è che sarei rimasto volentieri, ma alla fine decisi per Treviso perché rappresentava il progetto più serio per la mia crescita. Al Benetton ho trovato un ambiente perfetto». Il volo continua. Roma e l’Italia, molto presto, potrebbero salutarlo: dall’altra parte, molte franchigie della Nba sono pronte a metterlo sotto contratto.