Bargnani&C, subito la verità

Via agli europei in Spagna: stasera gli azzurri con la Slovenia. Recalcati: «Loro sono forti, ma basta parlare degli assenti». Datome preferito a Garri

da Alicante

Guardi negli occhi Gianluca Basile, capitano della nazionale di basket che cammina sulla sabbia della Costa Blanca, aspettando l’esordio di questa sera contro la Slovenia. Ti affidi alla sua pazienza che è poi quella che lui vuole dai compagni vecchi e nuovi, sapendo che stasera scopriremo già un parte della verità. I pessimisti la temono al punto da non sperare neppure un posto sul charter per la seconda fase, a Madrid («eh, no - dice il Baso - ci servono 2 punti tra Francia e Slovenia oltre alla vittoria sulla Polonia, perché se andremo con 0 sarà già tutto complicato») e gli ottimisti la considerano come ponte di lancio per vedere il mondo dal castello di Santa Barbara che domina questo mare. Sguardo di un campione che ha vinto tanto, orgoglio, ma anche preoccupazione, sembrano gli occhi di Salvador Cortes, il torero sivigliano incornato a Malaga il 20 agosto e tornato nell’arena sei giorni dopo anche se zoppicante. Proprio come questo espada l’Italia del basket ha preso già le sue cornate e ora ha giustamente congedato Luca Garri tenendosi l’entusiasmo, il tiro, di Luigi Datome, 20 anni a novembre, veneto cresciuto in Sardegna, diventato giocatore a Siena e in prestito a Scafati.
Per capire che tipo di squadra andrà nell’arena del 35° europeo basterà aspettare la notte, dove almeno la brezza mitiga il caldo anche se non batte la grande umidità. Questo sarà il campionato continentale di più alto livello tecnico, con Spagna e Grecia (oro 2005, noi fummo noni) quasi sicure di una finale che riproporrà il duello dell’ultimo mondiale. E che qualificherà 1ª e 2ª ai Giochi di Pechino. Chi arriverà fra 3° e 6° posto avrà la speranza del ripescaggio a Singapore, luglio 2008 (con la Spagna iridata in finale, a Pechino andrebbe anche la vincitrice del bronzo e la 7ª al ripescaggio). Carlo Recalcati non gira troppo intorno al problema: «Questa è l’Italia, abbiamo parlato anche troppo degli assenti (Rocca, Gallinari, Galanda, ndr) e poco dei presenti che meritano invece attenzione. Vogliamo vivere il presente per avere un futuro. Non ci sono rimpianti. Questi ragazzi sono stati tutti impeccabili per 40 giorni di lavoro e Datome, che si è unito al gruppo avendo lavorato bene negli ultimi allenamenti, è quello che può servire al reparto tiratori visto che i nostri lunghi ora mi danno garanzie anche di tenuta fisica. Per questo ho lasciato andare Garri, che era il più indietro nella preparazione. Abbiamo la volontà, abbiamo la necessità di cercare un posto alle Olimpiadi per avere una luce che illumini uno sport che non vuole essere di nicchia».
Cantare a voce alta fa bene, ma questa Slovenia che conosce bene il malessere di Azzurra è in agguato dietro la porta del palazzo di una città turistica che ha rinnovato il suo impianto, che crede nell’avvenimento perché, come ha detto il sindaco, darà almeno un milione di euro in entrate. L’allenatore dell’Italia è il primo a sapere che la montagna-Slovenia può essere già altissima: «Squadra rinnovata con talento diffuso, che conta su giocatori noti alla platea internazionale. Smodis è il pilastro, Nesterovic il centro dominante, in regia Lakovic è forse fra i migliori d’Europa e Capin ha fatto tantissimi progressi, poi Lorbek, poi tutti. Sono alti, sono forti». Si parte anche a Granada, favorita la Grecia, che all’esordio affronterà Israele, su Russia e Serbia; Siviglia con gli spagnoli iridati già in fibrillazione dopo che Garbajosa ha ottenuto dai Toronto Raptors l’ok per giocare; Palma di Majorca dove Turchia e Lituania decideranno subito chi sarà la padrona di un girone che, poi, nella seconda fase, si fonderà con quello dell’Italia, girone dove ci saranno anche Rep. ceca e la Germania che ha fermato l’ex milanese Schultze, perché il nuovo acquisto di Udine ha problemi di aritmia.
Datome intanto si dice felice e fortunato: «Porto il mio entusiasmo, so come farmi trovare pronto da un allenatore che mi conosce». Anche Belinelli, che dopo l’europeo andrà in preparazione ad Honolulu con San Francisco, affila gli artigli: «Nessuno è perfetto, ma in questa squadra mi sento proprio bene».

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