Bari e Palermo si scontrano sulla titolarità delle indagini

L’ufficio pugliese: «Noi siamo quelli che tirano». Ma gli atti urgenti restano a carico della Sicilia

Mariateresa Conti

da Palermo

L'inchiesta la vogliono assolutamente tutte e due. La vuole Bari, che ieri tramite il procuratore generale Riccardo Dibitonto ha mandato a dire: «Noi siamo quelli che tiriamo, non ci facciamo tirare da Palermo». E la vuole Palermo, dove il procuratore capo Pietro Grasso precisa: «Senza alcuna polemica, per ora gli atti urgenti li stiamo facendo noi perché per il codice di procedura penale agisce chi ha iscritto per primo il fascicolo». È guerra aperta, e neanche tanto sotterranea, tra gli uffici giudiziari del capoluogo siciliano e pugliese. Al di là delle dichiarazioni diplomatiche improntate alla perfetta sintonia e collaborazione tra Procure, lo scontro è in atto. Lo dimostra l'accavallamento di accertamenti e il giallo su quale ufficio per primo abbia proceduto all'iscrizione nel registro degli indagati del pilota del velivolo e di altre due persone. Un esempio? Il pm di Bari, Giuseppe Scelsi, ha affidato all'Agenzia delle Dogane la consulenza per esaminare il carburante che si trova nell'autobotte sequestrata. Ma oggi, a Bari, arriveranno i consulenti della Procura palermitana, che compiranno un analogo rilievo. Se con gli esperti dell'Agenzia delle Dogane o autonomamente questo si vedrà.
Alle analisi sul carburante presente nell'autocisterna che ha rifornito l'Atr 72 precipitato la Procura di Bari attribuisce un'importanza fondamentale ai fini dell'attribuzione della titolarità dell'inchiesta. «La causa del disastro aereo - ha dichiarato il Pm Scelsi - determinerà la competenza. Se c'è stato un problema di rifornimento di carburante o di omessi controlli a Bari, la competenza sarà della Procura pugliese». Scelsi ha poi smorzato i toni, dicendo che con i colleghi di Palermo c'è la massima collaborazione. E il procuratore capo Grasso ha ricambiato la cortesia: «Con Bari siamo perfettamente d'accordo. Se si ha la prova che parte dell'azione dell'omissione che ha causato il disastro dell'Atr 72 è stata commessa in territorio diverso da quello palermitano, la competenza sull'indagine sarà dei colleghi di quel territorio. Solo che attualmente questo elemento non è emerso». Meno improntate alla diplomazia, invece, le dichiarazioni del Procuratore generale di Bari Dibitonto: «Quando le indagini arriveranno ad un punto tale da cui si potrà desumere effettivamente la titolarità di questa indagine, allora gli uffici provvederanno di conseguenza. Nel caso in cui non saremo d'accordo, ci affideremo al codice di procedura penale». Il che vuol dire che potrebbe essere la Cassazione a dirimere il conflitto di competenza.
Palermo, comunque, ha dalla sua per quanto riguarda la titolarità un punto difficilmente attaccabile: il reato più grave, cioè quello di «disastro colposo», si è consumato in territorio palermitano. E, codice alla mano, è il reato più grave quello determinante per stabilire la competenza territoriale. La guerra, insomma, continua. E, come ha detto Dibitonto, «siamo ancora all'inizio, questa è una storia tutta da scrivere».