Bari ingaggia un allenatore per gli assessori

Giuseppe Salvaggiulo

Mancava solo il consulente per motivare gli assessori. L’ha inventato Michele Emiliano, il magistrato antimafia diventato un anno fa sindaco di Bari per il centrosinistra. L’«esperto», per quest’anno, guadagna 103.833,80 euro più tredicesima mensilità.
«Consulente per la progettazione e l’implementazione di nuovi modelli di lavoro nella giunta municipale nell’ottica della condivisione e della pianificazione strategica degli interventi degli amministratori», recita l’atto di affidamento dell’incarico. Ma al Comune di Bari, per tutti il dottor Roberto Lorusso è «il motivatore».
E anche se suscita gli sfottò dei consiglieri di opposizione e la stizzita ritrosia di quelli di maggioranza («Noi ci motiviamo da soli»), il sindaco lo considera «centrale» per la sua amministrazione, anzi «il consulente più importante e unico in Italia».
A chi muove obiezioni sulla reale utilità del motivatore, Emiliano risponde: «Non è una motivazione in senso psicanalitico, ma la condivisione di un metodo di lavoro. È un passaggio fondamentale». Tanto che, al rientro dalle vacanze, il motivatore ha già tenuto una seduta di training con la giunta e si appresta a una «due giorni» con Emiliano e i consiglieri comunali di maggioranza.
L’attivismo del motivatore entusiasma il sindaco, ma suscita non poche perplessità nel centrosinistra. Non piaceva al vicesindaco Marida Dentamaro (Udeur), che qualche giorno fa è stata licenziata da Emiliano. «Aveva continuato a pensare che questa strategia innovativa sulla quale tanto sto investendo, non fosse corretta - ha spiegato il sindaco alla Gazzetta del Mezzogiorno - le sue legittime perplessità possono spiegare quanto avvenuto». E la Dentamaro: «Che cosa fa il motivatore io non lo so spiegare».
Nemmeno i consiglieri comunali fanno la fila per farsi motivare. Lapidario Dario Ginefra, capogruppo dei Ds: «Abbiamo già detto che la nostra unica motivazione sono gli impegni elettorali presi un anno fa. Non abbiamo bisogno di altre motivazioni».
Ma chi è il motivatore? Roberto Lorusso era nello staff di Emiliano durante la campagna elettorale, e già allora teneva un corso per motivare i candidati. «Scrivete la prima cosa che vi viene in mente», «Immaginate Bari nel 2010», erano le istruzioni impartite agli increduli partecipanti ai forum, muniti di un foglio diviso in quattro parti, sulle quali annotare i punti di forza e di debolezza, le opportunità e i rischi di ogni argomento, secondo i dettami della «famosa analisi swot, utilizzata per l’amministrazione condivisa delle più moderne città».
Vinte le elezioni, nel dicembre 2004 Emiliano decide di ingaggiare un motivatore. Pubblica un bando e, per esaminare le sei domande pervenute, nomina una commissione presieduta da Pierluigi Balducci, il suo braccio destro in campagna elettorale, poi promosso a direttore generale del Comune.
La commissione valuta i curricula dei candidati al posto di motivatore, per il quale è richiesta «effettiva competenza ed esperienza professionale nell’area dell’organizzazione di processi di apprendimento collettivi, alta formazione manageriale e organizzazione aziendale (learning organization e business process reenginering nei confronti di imprese e pubbliche amministrazioni), con particolare riferimento allo svolgimento del ruolo di “facilitatore” o “consulente di processo”». Come risulta dal verbale della commissione, gli altri candidati vengono giudicati sprovvisti di «specifica esperienza professionale in materia di learning organization», mentre «Lorusso è l’unico candidato che possiede specifiche competenze ed esperienze in materia di learning organization e business process reenginering, oltre a una profonda conoscenza della realtà barese».
Quindi, il posto è suo. E non è l’unico collaboratore del candidato Emiliano poi diventato consulente del sindaco a spese del Comune. C’è anche Luca Scandale, coordinatore per il Piano strategico: 58.400 euro all’anno.
In tutto, per il 2005 Emiliano ha preso tredici professionisti esterni con contratti di collaborazione o assunzioni a tempo determinato, per una spesa totale di oltre 540mila euro. Troppi? A stabilirlo sarà la Corte dei conti, che ha aperto un fascicolo su un esposto firmato dal consigliere comunale Luigi Cipriani.
E se il centrodestra - An in testa - denuncia sprechi intollerabili, le consulenze di Emiliano provocano malumori anche nell’Unione. I Ds avvisano il sindaco: «A fine anno vogliamo un rendiconto sull’attività dei collaboratori, per sapere cosa hanno prodotto». Rifondazione comunista protesta per il caso del consulente ai rapporti istituzionali, Antonio Ricco: 21mila euro per tenere i contatti tra sindaco e consiglieri. «Noi non l’abbiamo mai visto», raccontano quelli di centrodestra. «Noi parliamo direttamente con il sindaco», glissano quelli di centrosinistra.
Eppure Emiliano gli ha appena concesso un aumento di 6mila euro. Forse lavorava troppo?
giuseppe.salvaggiulo@ilgiornale.it