Bari, il pm "sigilla" le cassette della D'Addario Il premier sbotta: questa è una caccia all'uomo

Acquisite le audiocassette che Patrizia D’Addario (<strong><a href="/fotogallery.pic1?ID=1226">guarda il calendario</a></strong>) avrebbe registrato
durante le feste a Palazzo Grazioli. Altre ragazze ascoltate dai pm. <strong><a href="/a.pic1?ID=359871" target="_blank">Il premier: &quot;Non ne parlo più, penso solo al Paese&quot;</a></strong>. E D'Alema attacca: <strong><a href="/a.pic1?ID=359850" target="_blank">&quot;Governo di incapaci&quot;</a></strong>

Bari - Sono state acquisite in procura a Bari le audiocassette che Patrizia D’Addario avrebbe registrato durante due feste a Palazzo Grazioli, di cui una nell’ottobre scorso. Le audiocassette non sono state ascoltate e sono state chiuse in un plico. A quanto si è appreso finora il sostituto procuratore Pino Scelsi, attualmente in ferie, avrebbe già ascoltato la D’Addario prima ancora della pubblicazione dell’articolo sul Corriere della Sera di ieri. La procura avvierà, quindi, ulteriori verifiche per accertare se l’imprenditore barese Giampaolo Tarantini abbia in più occasioni, e a beneficio di diverse persone influenti, ingaggiato e fornito ragazze affinché queste partecipassero a feste organizzate in luoghi esclusivi. Ciò - è il sospetto investigativo, tutto da verificare - potrebbe essere avvenuto per consentire a Tarantini di avvicinare e ingraziarsi persone di potere a beneficio della sua attività imprenditoriale.

Due le inchieste Sono due le indagini in corso sulla Tecno Hospital dei fratelli baresi Giampaolo e Claudio Tarantini: in entrambe viene ipotizzato nei confronti di più indagati il reato di associazione per delinquere finalizzato alla corruzione in relazione a periodi diversi. Al centro delle due inchieste c’è un presunto giro di tangenti legato agli acquisti di protesi sanitarie fornite dalla Tecno Hospital a diverse strutture. In alcuni colloqui intercettati dai magistrati baresi si parla anche della fornitura di dosi di cocaina apparentemente per uso personale. La prima indagine è quella del pm Giuseppe Scelsi, dalla quale è emerso il reato di induzione alla prostituzione di ragazze che avrebbero partecipato a feste in residenze private del presidente del Consiglio. I reati ipotizzati si riferiscono alla fine del 2008. Nell’altra, affidata al pm Roberto Rossi, che l’ha ereditata dal suo ex collega Michele Emiliano (sindaco uscente di Bari), è dei primi anni del 2000, e fa riferimento a reati parzialmente coperti dall’indulto.

L'ipotesi investigativa Al momento si tratta solo di un’ipotesi investigativa che sarebbe in qualche modo suffragata da alcuni elementi emersi nel corso di conversazioni intercettate dalla guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di mazzette legato alle forniture di protesi da parte della società dei fratelli Tarantini, la Tecnohospital di Bari. Proprio indagando su episodi di corruzione, il pm barese Giuseppe Scelsi ha intercettato i colloqui in cui Giampaolo Tarantini parla delle ragazze che ha ingaggiato per farle partecipare ad alcune feste a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Berlusconi. Fonti vicine alle indagini fanno sapere che gli accertamenti potrebbero essere estesi, quindi, ai motivi che avrebbero indotto Tarantini ad ingaggiare le escort, spendendo migliaia di euro. In quest’ultimo caso, le verifiche potrebbero riguardare l’attività della Tecnohospital, che ha rapporti d’affari anche con strutture pubbliche per la fornitura di protesi sanitarie. In questo caso gli accertamenti riguarderanno l’eventuale relazione tra l’ingaggio delle donne (quindi il reato di induzione alla prostituzione) e commesse per la fornitura di protesi. 

Sigilli alle audiocassette Per evitare fughe di notizie, la procura di Bari ha contestualmente acquisito, chiuso in un plico e sigillato, le audio cassette che Patrizia D’Addario ha consegnato spontaneamente al magistrato relative agli incontri - così come li definisce la quarantaduenne barese - avuti durante due feste a Palazzo Grazioli con il premier. La consegna delle audio cassette è avvenuta durante l’audizione della donna, che è stata ascoltata nei giorni scorsi dal pm inquirente, Giuseppe Scelsi, e dalla guardia di finanza. Il magistrato ha deciso di procedere in questo modo per evitare fughe di notizie dopo l’audizione delle conversazioni. Queste, soprattutto quelle più delicate, di consuetudine vengono ascoltate dal pm inquirente, dagli investigatori e, successivamente, affidate ad un consulente esterno della procura che si occupa di ripulire il suono (eliminando i rumori di fondo) e trascrivere i dialoghi. Per ora, dunque, il contenuto delle audiocassette consegnate dalla D’Adario non sarà trascritto.

Competenza di Bari La procura di Bari ritiene di essere competente a indagare sul reato di induzione alla prostituzione di ragazze che sarebbero state ingaggiate da Tarantini per farle partecipare a feste organizzate nella residenza romana di Berlusconi. La competenza barese - viene spiegato da fonti inquirenti - è confortata dal fatto che l’incarico è stato dato a Bari. Infatti, sia Tarantini sia la D’Addario, la donna che ha detto di essere stata per due volte a Palazzo Grazioli e di avervi dormito una notte, sono baresi. Quindi il contratto illecito è stato stipulato e perfezionato a Bari almeno in riferimento all’incarico che sarebbe stato dato alla D’Addario.