Bari, polemica sul Tg1: direttore da Garimberti Minzolini: "Su Berlusconi c'è solo del gossip"

Dopo le critiche del Pd, per l'inchiesta sulle ragazze e le feste, colloquio fra Garimberti e il direttore del Tg1. Il Pdl: &quot;Indegna <em>fatwa</em>, convochi anche il direttore del Tg3&quot;. La difesa di Minzolini <strong><a href="/video.pic1?ID=bari_minzolini.flv" target="_blank">in video</a></strong>: &quot;Scegliamo la moderazione&quot;

Roma - Prosegue la polemica sull'indagine di Bari e gli strascichi della vicenda entrano anche nelle redazioni dei telegiornali. Il Pd si lamenta della gestione del Tg1 e il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, convoca il direttore Augusto Minzolini. Mezz'ora di colloquio a viale Mazzini che ha contribuito a scatenare la polemica fra maggioranza e opposizione.

Incontro Garimberti-Minzolini Poco meno di mezz’ora di faccia a faccia, intorno a mezzogiorno, fra il Presidente della Rai e il direttore del Tg1 Augusto Minzolini. A prendere l’iniziativa, secondo quanto è stato riferito, è stato questa mattina Garimberti che ha ritenuto opportuno ricordare di persona al neodirettore del Tg1 la necessità di "completezza e trasparenza" dell’informazione. L’incontro fa seguito a una prima conversazione telefonica in materia fra Garimberti e Minzolini, avvenuta venerdì scorso.

Minzolini: "Abbiamo scelto la linea della moderazione" Il Tg1 ha scelto la linea della moderazione e non delle gossip, delle notizie certe e non delle indiscrezioni: lo dice il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, in un editoriale in cui stasera commenta le polemiche di questi giorni per la linea informativa scelta sul caso dell’inchiesta di Bari. Proprio subito dopo una servizio da Bari, in cui parla l’avvocato di Tarantini e che riassume le vicende di questi giorni, Minzolini prende la parola al Tg1 per spiegare ai telespettatori la sua linea.
Su Berlusconi in questi giorni è stato fatto gossip, perché "non non c’è ancora una notizia certa, né tantomeno un’ipotesi di reato". Per questo il Tg1 ha deciso di "non scimmiottare" certi giornali e mantenere la linea editoriale promessa. Così il direttore, Augusto MInzolini, in un’intervento di circa un minuto e mezzo trasmesso durante l’edizione delle 20, ha deciso di rispondere a chi lo ha accusato di aver oscurato le notizie relative all’inchiesta di Bari.

"Solo ipotesi investigative"
"Il motivo - ha detto Minzolini - è semplice. Dentro questa storia piena di allusioni, testimoni più o meno attendibili e rancori personali non c’è ancora una notizia certa, né tantomeno un’ipotesi di reato he coinvolga il premiere i suoi collaboratori. Accade che semplici ipotesi investigative e chiacchiericci si trasformino in notizie da prima pagina nella realtà virtuale dei media, o per strumentalizzazioni politiche, o piuttosto per interessi economici".

"Strumentalizzazioni non informazione"
Il direttore del Tg1 evoca il caso "Sircana". "È avvenuto in passato - ha detto - come ricorderete, quando si tentò di colpire il presidente del Consiglio di allora, Romano Prodi, strumentalizzando la foto che ritraeva un suo collaboratore in una situazione definita scabrosa. È accaduto più volte in queste settimane, in cui è stata messa sotto i riflettori la vita privata del premier in nome di un improvviso moralismo. Abbiamo visto addirittura celebri mangiapreti vestire i panni di novelli Savonarola". "Queste strumentalizzazioni, questi processi mediatici - ha sottolineato - non hanno nulla a che vedere con l’informazione del servizio pubblico. Nella settimana in cui gli Stati Uniti hanno scelto le nuove regole per proteggere il risparmio nel mondo, mentre esplodeva il caso Iran e alla vigilia del G8, sarebbe stato incomprensibile privilegiare le polemiche sul gossip nazionale solo per scimmiottare qualche quotidiano o rotocalco. Questa è la linea editoriale del Tg che vi ho promesso cari telespettatori, fin dal primo giorno e che continuerò a garantirvi".

Pdl: "Indegna fatwa contro Tg1" Il Pdl denuncia una "indegna fatwa del Pd contro il direttore del Tg1 Augusto Minzolini". "È evidente - afferma il portavoce del Pdl Daniele Capezzone - il tentativo di creargli problemi anche in redazione. Si tratta di un comportamento incivile nei confronti di un professionista come Minzolini, e anche nei confronti di un’azienda rispetto alla quale il Pd continua ad avere un atteggiamento padronale".

Butti: "Convochi anche il direttore del Tg3"
"Ci risiamo. Anche oggi va in scena la canea del centrosinistra contro Minzolini. E quale sarebbe la sua colpa ? Quella di non voler trasformare il principale telegiornale nazionale in un coiffeur pour dames. A questi signori, che di giornalismo non sanno praticamente niente, vorrei far notare che il pettegolezzo è cosa diversa dalla notizia. Quanto al presidente Garimberti, ci auguriamo che presto convochi anche il direttore del Tg3. Siamo certi che uno dei principali vertici Rai eserciterà il suo ruolo con equilibrio e non si farà imporre nessuna scelta da qualche consigliere di amministrazione della sinistra che risponde a una precisa parte politica e non può pretendere di dare lezioni di imparzialità". Lo dice il senatore del Pdl, Alessio Butti, capogruppo in Commissione di Vigilanza Rai.

Zavoli convoca la commissione di Vigilanza
Il presidente della commissione di Viliganza Sergio Zavoli ha convocato per mercoledì alle 14 una riunione della Presidenza dell’organismo parlamentare di controllo sulla Rai allargata ai capigruppo. La riunione dovrà stabilire il calendario di lavoro della prossima settimana e dare risposta alle richieste dell’opposizione di convocare un’audizione del direttore del Tg1 Augusto Minzolini.

Le pressioni del Pd
"Dopo giorni di ripetuti oscuramenti da parte del Tg1, principale telegiornale del servizio pubblico, sul filone dell’inchiesta di Bari che vedrebbe coinvolto il presidente del Consiglio, chiediamo che il presidente di garanzia della Rai, Paolo Garimberti, convochi il consiglio di amministrazione per audire il Direttore del Tg1 e per affrontare in maniera approfondita il tema dell’informazione e del pluralismo nei telegiornali Rai, i cui principi di obiettività, trasparenza e imparzialità sono chiaramente indicati nel codice etico dell’azienda". Lo afferma il capogruppo del Partito Democratico in Commissione Trasporti e Telecomunicazioni alla Camera, Michele Meta.