Bari, presi leader di al Qaeda: Parigi nel mirino

L'imam Bassam Ayachi e Raphael Gendron, arrestati a novembre con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione, progettavano attentati. Tra gli obiettivi il Charles De Gaulle. Decisivo il contenuto di 6 pen-drive. Cellula con 50 affiliati  

Bari - L'accusa parla chiaro: avrebbero organizzato attentati terroristici con l'utilizzo di aerei presso l'aeroporto internazionale "Charles De Gaulle" di Parigi. Qualcosa di molto simile all'11 Settembre. Due presunti terroristi legati ad Al Qaida - Bassam Ayachi (63 anni), ex iman in Belgio, e Raphael Gendron (34 anni) - sono stati arrestati dalla polizia su disposizione della magistratura di Bari. Entrambi risiedevano in Belgio e avevano cittadinanza francese. I due progettavano anche altri attentati da compiere in Francia e Inghilterra, vantando la disponibilità di ordigni esplosivi e di armi. Tra le finalità dell'organizzazione terroristica di cui - secondo la procura di Bari - erano ai vertici i due arrestati c'e anche l'arruolamento e l'addestramento di soggetti disponibili a compiere azioni suicide o azioni combattenti in Iraq e Afghanistan.

Proselitismo e guerra santa Le indagini hanno inoltre evidenziato che i due indagati facevano proselitismo e incitavano sistematicamente alla guerra santa, anche attraverso un'articolata rete informatica nella quale inserivano materiale di natura militare, documenti propagandistici, sermoni incitanti ad azioni violente ed al sacrificio personale in azioni suicide destinate a colpire il "nemico infedele". Il materiale in questione era in parte autoprodotto, in parte prodotto dal "Global Islamic Media Front", struttura mediatica riconducibile - secondo le indagini - ad Al Qaeda. 

Determinanti sei pen-drive E' stato il contenuto di sei pen-drive e di numerosi dvd (uno dal titolo "Torture") trovati nella disponibilità degli indagati nel novembre 2008, insieme con le successive intercettazioni ambientali, a portare all'arresto dei due presunti terroristi. Le indagini sono state avviate dopo che Ayachi e Gendron erano stati arrestati (l'11 novembre 2008) nel porto di Bari perché nel loro camper erano stati trovati nascosti alcuni immigrati irregolari. Da qui l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Dopo l'arresto, nella disponibilità dei due furono trovate sei pen-drive il cui contenuto fece subito ipotizzare che l'attività dei due fosse in qualche modo finalizzata al reclutamento di giovani clandestini (soprattutto provenienti da Palestina e Siria) da avviare all'addestramento per poi impiegarli in attività terroristiche contro le Forze alleate presenti in Iraq e Afghanistan.

Letture e commenti di bin Laden Tra i documenti trovati anche letture e commenti di comunicati di Osama bin Laden e discorsi di al Zarqawi, resoconti di operazioni della resistenza irachena contro l'esercito Usa, foto di guerriglieri, manuali di combattimenti e scene di addestramento e combattimento.

Cellula di 50 persone Poteva contare originariamente su una cinquantina di affiliati la cellula terroristica "ancora in azione" alla quale appartengono - secondo la magistratura barese - l’imam Bassam Ayachi e Raphael Gendron - . È quanto emerge dalle indagini dei pm della procura di Bari titolari dell’inchiesta, Roberto Rossi e Francesca Romana Pirrelli. Parte della cellula è stata smantellata con arresti compiuti nel dicembre scorso in Francia e Belgio. Il numero degli associati è quantificato dai due indagati nel corso delle conversazioni intercettate in carcere.

Personalità rilevanti "Abbiamo messo le mani su due personaggi assolutamente rilevanti". Così il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, ha descritto in conferenza stampa il ruolo dei due presunti terroristi. Secondo il procuratore "parte del progetto terroristico è stato realizzato qui da noi" e l’accusa di associazione finalizzata al terrorismo internazionale "è confortata da una serie di elementi".

Il profilo dei due arrestati Bassam Ayachi, di origine siriana, era già noto da tempo alle autorità belghe e a quelle italiane perchè leader e guida spirituale del "Belgium Islamic Centre Assabyle (Ciba)" di Bruxelles, ritenuto uno dei più importanti centri di irradiazione dell’Islam di orientamento salafita in Europa. Raphael Gendron, invece, è un ingegnere elettronico francese convertitosi all’Islam, stretto collaboratore di Ayachi, e tra i cofondatori del "Belgium Islamic Centre Assabyle (Ciba)".

L'indagine Gli investigatori della polizia hanno svolto un meticoloso lavoro di traduzione e analisi della documentazione sequestrata ai due francesi al momento dell’arresto nel porto di Bari ed è emerso che proprio Gendron era il gestore e l’amministratore del sito www.ribaat.org nonchè di altri siti internet che operano nell’ambito di quel fenomeno noto come "jihad informatico". Molti dei documenti trovati in possesso di Gendron, infatti, sono stati rinvenuti anche in rete. Si tratta di scritti riferibili ad autori islamisti, tradotti spesso in francese, che tendono a giustificare sotto il profilo ideologico e religioso il jihad, compresi gli attentati suicidi, soprattutto nelle zone teatro di conflitti interetnici e/o religioso, ma anche nei confronti dell’Occidente e d’Israele. Inoltre, tra la documentazione sequestrata vi erano anche diversi manuali sulle arti marziali, sulle tecniche di combattimento dei reparti speciali israeliani, sulle tecniche di guerriglia, di terrorismo e di controterrorismo.