Bari, scontri con la polizia nel Cpt: 32 egiziani in fuga

Rivolta all'interno del centro di permanenza temporanea di Bari-Palese. Gli immigrati, che erano appena sbarcati in Italia ed erano in attesa di espulsione, sono riusciti a scappare: otto agenti sono rimasti feriti. Quattro clandestini sono stati arrestati, quattro sono ricoverati in ospedale

Bari - Un centinaio di ospiti di un centro di permanenza temporanea di Bari ha tentato la fuga ieri sera, scontrandosi con le forze dell’ordine e ferendo otto agenti, mentre quattro clandestini sono rimasti feriti nel tentativo di scavalcare la recinzione del Cpt. Lo riferisce la polizia, che specifica che 36 clandestini, in maggioranza di origine egiziana, sono riusciti a fuggire, mentre i quattro che sono rimasti feriti nel tentativo di fuga, avvenuto attorno alle 19, sono ricoverati in ospedale a Bari. Quattro dei fuggiaschi sono stati infine arrestati con accuse di violenza, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale: otto agenti, fra polizia, carabinieri, guardia di finanza e un operatore civile, sono rimasti feriti negli scontri.

Non è il primo tentativo di fuga I clandestini che si sono dati alla fuga erano arrivati al Cpt di Bari-Palese di recente, in seguito all’ondata di sbarchi delle scorse settimane sull’isola di Lampedusa. Quello di ieri non è stato il primo episodio in cui i clandestini ospitati al Cpt di Bari hanno tentato la fuga: già mercoledì scorso erano fuggiti altri sette, tutti di origine pachistana, che si trovavano nel centro già da qualche tempo. In seguito alla settimana turbolenta, il questore di Bari aveva compiuto venerdì scorso un sopralluogo nel Cpt, accompagnato da agenti dell’ufficio immigrazione.

Via la Bossi-Fini, c'è la Amato-Ferrero Il consiglio dei ministri ha approvato il 28 giugno scorso il disegno di legge delega di riforma della Bossi-Fini, varata dal precedente governo di centrodestra, che disciplina l’immigrazione in Italia. Con il nuovo provvedimento, gli stranieri in condizioni di irregolarità saranno accolti in strutture diverse dagli attuali Cpt, che saranno strutture di accoglienza vera e propria, non a carattere detentivo. Resterà aperto un numero ristretto di centri per gli stranieri che si sono sottratti all’identificazione o in attesa di espulsione esecutiva. Il testo conferma la bozza Amato-Ferrero già approvata dal consiglio dei ministri il 24 aprile scorso e sulla quale la conferenza unificata Stato-Regioni aveva espresso parere favorevole a metà giugno.

Amato e Mastella Oggi intanto, si legge in una nota, il ministro dell’Interno Giuliano Amato e il ministro della Giustizia Clemente Mastella hanno firmato una direttiva che permette l’identificazione in carcere dei detenuti extracomunitari da espellere, procedura che prima aveva luogo nei centri di permanenza temporanea. Il provvedimento, recita la nota, "alleggerirà la pressione sui Cpt, dove questi soggetti venivano destinati al momento della scarcerazione per essere identificati, con un tempo massimo di 60 giorni, dopo essere stati in carcere spesso per anni". D’ora in poi, spiega ancora la nota, "tutte le pratiche necessarie all’identificazione" verranno effettuate "durante la permanenza in carcere degli extracomunitari".