Bari troppo sporca Chiamata l’Amsa per dare una mano

Gianandrea Zagato

Amsa sbarca a Bari. L’azienda comunale che si occupa dell’igiene urbana offre i suoi servizi al capoluogo pugliese, dove l’emergenza rifiuti è ormai a un punto di non ritorno. Offerta di servizi per evitare che i baresi continuino a lamentarsi per la città sporca e i turisti protestino per l’assedio dei rifiuti.
Intervento reclamato dall’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Michele Emiliano, che non chiede soluzioni miracolose ma di poter governare una città in cui il servizio di igiene funziona. E Amsa senza trucchi porta a Bari la sua esperienza: «Un modello di lavoro nato sul campo e che Amsa modella sulle esigenze della locale Amiu» annota Carlo Petra, direttore generale della società di via Olgettina. Come dire: «Un modello ad hoc che si basi sulle esigenze di Bari e che, quindi, non sia la copia di quello milanese». Tempi operativi? «Due anni e i risultati si coglieranno».
Operazione che si traduce in un’analisi del territorio, «si deve partire dal censimento dei rifiuti e senza seguire un identico metodo in quartieri diversi perché Bari ha una superficie molto vasta e delle sue particolarità» spiega Petra. Fondamentali della consulenza già avviata con il check-up della società barese e che terminerà dicembre, «per quella data Amsa ci proporrà un modello di riorganizzazione del servizio e noi decideremo in che misura farlo nostro» spiega Giuliano Savino, presidente della municipalizzata barese Amiu.
Consulenza che, tra l’altro, ha pure un risvolto politico: mentre la Casa delle Libertà barese denuncia il fallimento della politica ambientale, l’amministrazione comunale di centrosinistra plaude alla municipalizzata ambrosiana che a Milano ha saputo affrontare il problema rifiuti passando da «una situazione emergenziale» a «una condizione di igiene ottimale». Uno dei tanti risultati d’eccellenza del centrodestra che governa Milano ammette, a denti stretti, il centrosinistra barese.