Bari, video-choc: invoca forni crematori per ragazzi di colore sorpresi senza biglietto

Nelle <a href="/video/bari_video-choc_treno/id=controllore_hitler?" target="_blank"><strong>immagini</strong></a>, una persona, forse il controllore, trova dei ragazzi stranieri senza biglietto e, in dialetto,
dice: &quot;Speriamo torni Hitler che ti taglia la testa e ti mette nel forno
crematorio&quot;. Le Ferrovie Appulo Lucane aprono un'inchiesta interna e chiedono aiuto a chi ha girato il video

Bari - Le immagini sono poco chiare, ma l'audio lascia pochi dubbi. Una persona - forse il controllore del treno delle Ferrovie Appulo Lucane - trova dei ragazzi stranieri senza biglietto e, in dialetto, dice: "Speriamo torni Hitler che ti taglia la testa e ti mette nel forno crematorio". 

Il video è stato pubblicato e rilanciato da un'associazione per i diritti umani, Il Grillaio, che ha raccolto la denuncia di alcuni ragazzi. "La cattiveria gratuita non ha niente a che vedere con il ruolo di controllore di un servizio pubblico locale - scrive l'associazione sul suo sito - Al simpaticissimo operatore delle Fal non bastava multare (o fare accomodare fuori, dato che il treno è fermo) i passeggeri non muniti di regolare biglietto?". Centinaia le visualizzazioni e i commenti alle immagini choc. In molti, Il Grillaio in testa, chiedono provvedimenti all'amministrazione delle Ferrovie Appulo Lucane, che gestiscono i treni locali tra Bari e Potenza.

L'azienda, ha risposto con una nota su Facebook in cui condanna l'evento e lancia un appello "a quanti hanno assistito o effettuato le riprese affinchè ci segnalino il treno, l'orario e la tratta". Nonostante ancora nessuno si sia fatto avanti, Fal ha aperto un'inchiesta interna "al fine di individuare ed accertare le responsabilità".

Inchiesta che non placa le polemiche, visto che oggi, a due giorni dalla diffusione del video, anche l'assessore alla mobilità della regione Puglia, Guglielmo Minervini, ha chiesto alla presidenza delle Fal di verificare e sanzionare il responsabile. "L’episodio - spiega Minervini - è il riflesso di un clima culturale intriso di razzismo e intolleranza che purtroppo è penetrato anche nel linguaggio comune. La tempestiva risposta dell’azienda, che ha chiesto agli autori di aiutarli a individuare il treno e la tratta di percorrenza, dimostra che gli anticorpi in Puglia sono attivi. Con lo stesso spirito è positivo che i pendolari abbiano raccolto questa testimonianza e ci consentano di intervenire".