Tra Baricco e Salvatores è sfida all’ultima parola

Il festival si apre con Roberto Saviano («Gomorra»), si prosegue con Maggiani, Buttafuoco, Piperno...

«Le vetrine culturali sono troppe. C'è bisogno di qualche officina in più». Parola di Antonio Scurati, scrittore e saggista, due anni fa Premio Campiello con «Il sopravvissuto» (si ricorderà la polemica in diretta con Bruno Vespa) e oggi nei panni, insieme ad Alessandro Bertante, di curatore del festival letterario che per tre giorni occuperà la Palazzina Liberty di largo Marinai d'Italia. E «Officina Italia» si chiama infatti questa rassegna dedicata alla creatività artistica nostrana che dal 3 al 5 maggio porterà in città gli autori più noti della scena nazionale, alcuni dei quali di rado presenti a Milano. Un nome su tutti: Alessandro Baricco. «Abbiamo evitato il chiacchiericcio da talk-show per concentrarci sulla fabbrica, sull'officina delle parole», spiega Scurati, appoggiato nel progetto dal Comune e dalla Provincia di Milano. Una quindicina di autori leggeranno in pubblico gli scartafacci cui stanno lavorando con reading di inediti che anticipano le uscite editoriali. Poi, in seconda serata, uno o più scrittori dialogheranno con esponenti di altri ambiti, come il cinema e il giornalismo. Questo «festival dell'inedito» si apre con letture del napoletano Roberto Saviano, caso letterario con «Gomorra», libro denuncia contro la camorra, di Diego De Silva e di Carlo Lucarelli, che leggerà brani tratti dal suo prossimo romanzo, atteso da tempo dagli appassionati del poliziesco italiano. Lucarelli e Saviano discuteranno poi con Carlo Bonini, autore di un celebre reportage su Guantanamo, sul valore della testimonianza. Previsto pienone di pubblico per la seconda serata quando, dopo le letture dei testi di Marcello Fois, Alessandro Piperno e del milanese Marco Philopat, il critico Gianni Canova modererà l'incontro tra Baricco e Gabriele Salvatores sul rapporto tra letteratura e cinema. Gran finale con un altro outsider degli incontri pubblici: sabato 5 maggio, insieme agli scrittori Maurizio Maggiani e a Giuseppe Genna, che gioca in casa, il catanese Pietrangelo Buttafuoco - penna, nomen omen, davvero infuocata - leggerà sue pagine inedite. A seguire, dibattito sul tema «Riscrivere la storia nell'età del revisionismo» con Buttafuoco, Piperno, Luciano Canfora e Antonio Scurati. Milano, capitale dell'editoria, si prepara a una felice stagione letteraria (a giugno ci sarà anche la «Milanesiana»): plauso da Daniela Benelli, assessore provinciale alla Cultura, e da Vittorio Sgarbi che, in qualità di assessore comunale, si dice «lieto dell'allargamento di voci nella città: la Palazzina Liberty non ospiterà solo i poeti di casa, ma anche altre personalità, garanzia di attrazione per il pubblico». Peccato solo che un'officina così variegata non coinvolga alcun talento femminile: i curatori assicurano che «la prossima edizione sarà dedicata alla letteratura delle donne e del terzo sesso», ma di quote rosa, almeno nelle arti, faremmo volentieri a meno.