Baricco è gia un’icona: «Sinistra conservatrice attaccata ai privilegi»

RomaÈ stato l’intervento più applaudito e non è un caso. Alessandro Baricco (nella foto) interviene al Big Bang dei giovani rottamatori del Pd a Firenze. E non gli sfugge il titolo dell’incontro organizzato da Matteo Renzi. E ad esso si adegua. Con un discorso che definire deflagrante sarebbe riduttivo. La platea è impietrita dalle premesse: «La sinistra italiana è quanto di più conservatore ci sia oggi in questo Paese. E non è inutile ricordare gli errori che la nostra generazione ha commesso». Errori, ammonisce lo scrittore torinese, «che qui elenco affinché voi non li ripetiate». Poi però il pubblico si riscalda e inizia ad applaudire quando è ormai chiara la svolta liberista dell’autore di Seta e Castelli di rabbia. «Noi - spiega Baricco - siamo partiti da un’idea assolutamente nobile e condivisibile , la difesa dei deboli e degli emarginati. Purtroppo si è rivelato un alibi grazie al quale abbiamo tirato su un sistema di tutele e privilegi dominato dalla mediocrità e la propensione al servilismo». Gelo della sala? No, giù applausi. Ecco cosa intendeva Renzi per «Big bang»: prendi uno scrittore famoso, un’icona per il mondo della sinistra gentile e intelligente e fagli dire «il re è nudo», quando il re non è Berlusconi ma il sistema di privilegi che ha come marchio di fabbrica l’ideologia comunista. Bersani è avvertito. I quarantenni di Renzi fanno sul serio e al loro fianco adesso c’è anche uno splendido e coraggioso cinquantenne: «Pensavamo - aggiunge Baricco - che la difesa dei deboli passasse inevitabilmente attraverso la costruzione di un sistema rigido e inattaccabile. E invece ci rendiamo conto che l’unica cosa che possiamo fare per i deboli e i giovani è concedere loro un sistema dinamico». «Non è vero che il rischio colpisce i meno fortunati - aggiunge lo scrittore - il rischio è una chance». Anche in questo caso Bersani è avvertito. Ma il segretario del Pd era già sobbalzato aprendo l’ultimo numero dell’Espresso che metteva in copertina Beppe Grillo accanto al temutissimo Renzi. È questa, secondo il settimanale, la strana coppia che popola gli incubi dei vertici del Pd. E poi, grazie a un grafico molto elementare, il settimanale elenca le aree di forza dove il comico sta pescando il suo crescente consenso politico: lavoratori autonomi, studenti e pmi, prevalentemente del Nord, in comuni medio-grandi, e che si autocollocano nel centrosinistra. Praticamente le stesse persone cui si è rivolto Baricco. Lo scrittore, del quale esce proprio il 3 novembre prossimo il nuovo romanzo dal titolo Mr Gwyn (Feltrinelli), è proprio a loro che pensa quando tuona: «C’è una parola che non siamo mai riusciti a pronunciare: meritocrazia. Credevamo che la scuola servisse per favorire l’emancipazione e l’uguaglianza. In realtà quando ci troviamo di fronte ai disservizi di oggi capiamo che quello che la scuola dovrebbe fare è costruire una classe dirigente». Baricco non fa il raffinato intellettuale, ma dà suggerimenti da abile stratega: inutile perdere tempo a convincere persone irremovibili (Bersani? Vendola? Di Pietro? chissà...) basta superarle. Il suo ultimo romanzo, che guarda caso uscirà proprio a ridosso di questo big bang sfruttandone inevitabilmente l’eco mediatico, racconta la storia di uno scrittore cinquantenne che appende la penna al chiodo e cambia vita. Adesso Bersani e compagni devono solo sperare che il suo autore non faccia altrettanto.