Dal barile stangata sulle famiglie

da Milano

Il petrolio a 100 dollari al barile avrà ricadute importanti per le famiglie italiane, e non solo per quanto riguarda benzina e bollette di luce e gas, direttamente coinvolte nei rincari dell’oro nero: dai prezzi di produzione a quelli di trasporto, infatti, il caro-greggio innescherà inevitabilmente una spirale di rialzi sull’intero paniere dei beni di consumo.
«Lo sfondamento dei 100 dollari pone una pesante ipoteca sull’intera economia, gettando le basi per nuove raffiche di rincari e spingendo l’inflazione verso il 3%», spiega Davide Tabarelli, economista ed esperto tariffario di Nomisma Energia. È vero, infatti, che il supereuro contribuisce a contenere le fiammate del petrolio, ma l’Italia si trova in una posizione penalizzata rispetto ai partner: «La dipendenza dal greggio è infatti superiore per l’eccessivo utilizzo di gas, i cui prezzi sono legati a quelli del petrolio, nella produzione elettrica», aggiunge ancora Tabarelli, prevedendo un peggioramento del deficit energetico nell’ordine di 4-5 miliardi di euro che premeranno ulteriormente su una già asfittica crescita dell’economia italiana. Preoccupate anche le associazioni dei consumatori, che prevedono una stangata da 50 euro l’anno a famiglia solo per le bollette della luce e del gas. L’Autorità per l’energia ha già annunciato che le bollette elettriche saliranno del 3,8% e quelle del gas del 3,4%. Per il presidente della Federconsumatori, Rosario Trefiletti, questo si tradurrà in un aumento della bolletta valutabile in 18 euro per l’elettricità e 36 euro per il gas l’anno: un totale di 54 euro annui in più. Aumenti che, spiega ancora Trefiletti, «si aggiungono a quello di 40 euro a bolletta per anno prodotto dai rincari di ottobre. Così, le famiglie italiane si troveranno a sborsare quasi 100 euro in più tra 2007 e 2008». Dal primo gennaio, inoltre, sono scattati anche i rincari di treni e autostrade per un totale - secondo Adusbef e Federconsumatori - di 300 euro l’anno. E i guai, per le famiglie, non finiscono qui. Gli aumenti, continua Trefiletti, «influiranno sia per costi diretti che per costi indiretti: l’energia è infatti un elemento fondamentale per i processi di trasformazione e produzione industriale e quindi sarà inevitabile una ricaduta sui prezzi finali dei beni di largo consumo».
In controtendenza, Giacomo Vaciago, professore di politica economica all’Università cattolica di Milano, sostiene che il petrolio a 100 dollari non è solo un rischio per l’economia italiana: è anche un’opportunità, da sfruttare «invitando i Paesi produttori, in particolari quelli arabi, a investire in Italia, nei nostri porti, nelle infrastrutture e anche in Alitalia».