Barilla licenzia l’ad La famiglia al timone

Terremoto al vertice della Barilla. Nel giro di poche ore, lascia l’ad Massimo Potenza e i tre fratelli Guido, Luca e Paolo, rispettivamente presidente e vicepresidenti, prendono il timone dell’ammiraglia dell’alimentare italiano. Segue nota ufficiale, con gli auguri di circostanza e l’assicurazione che il successore non si farà attendere a lungo: «In un momento così particolare per i mercati, caratterizzato da profondi e repentini cambiamenti, e di fronte alle importanti sfide che ci attendono, abbiamo sentito l’esigenza di assicurare alla Barilla una leadership coesa, con una visione e conduzione strategica che garantiscano continuità e sviluppo, lungo il percorso già intrapreso. In quest’ottica, ci impegniamo a ricercare e garantire quanto prima alla nostra azienda il leader che ci accompagnerà nei prossimi anni».
Magari in Cina, che il gruppo corteggia da tempo, ma è ancora un mercato difficile, che richiede esperienza collaudata: o in Brasile, altro Paese sotto i riflettori. Obiettivo, aumentare le vendite: i ricavi, dopo il boom del 2008 - 4.535 milioni di euro, +6,8% - legato anche all’aumento dei prezzi dei cereali, hanno iniziato un lento ma costante calo, passando a 4.171 milioni nel 2009 e a 4.029 nel 2010. Dati ufficiali sul 2011 non ce ne sono, ma la tendenza proseguirebbe, almeno stando alle indiscrezioni che identificano proprio nella delusione della famiglia per i risultati degli ultimi mesi il motivo dell’uscita di Potenza. In azienda da 25 anni, il manager ne aveva preso il timone proprio nel 2009, quando Bob Singer, concluso il suo compito di risanatore della situazione finanziaria del gruppo dopo la travagliata e costosa cessione del marchio tedesco Kamps, aveva lasciato l’incarico di Ceo di Barilla Holding. Allora, la famiglia annunciò l’intenzione di chiudere un capitolo, concentrandosi sull’attività produttiva più che su quella finanziaria. Una storia che continuerà, ma con un altro protagonista.