La Barilla spiega l’Italia all’America

Mila Busnè

Quando ci si chiede qual è la funzione a Parma dell’Academia Barilla, la risposta non è solo «commercializzare negli Stati Uniti prodotti dell’eccellenza italiana», salumi, formaggi, olio, aceto..., ma è anche «contrastare i falsi prodotti alimentari italiani» visto che il 90 per cento circa di quanto là viene venduto come made-in-Italy in verità non è prodotto nel nostro Paese. Tra le iniziative di Academia Barilla, numero verde 800 376 116, www.academiabarilla.it, che ha fisicamente sede a Parma nel luogo dove per oltre cent’anni è esistito lo storico pastificio Barilla, la pubblicazione di un libro in inglese che è la summa del meglio delle tradizioni culinarie italiane: Parma. A Capital of Italian Gastronomy. Ne è autore Giuliano Bugialli, «il più famoso insegnante di cucina italiana degli States, grande divulgatore e sostenitore dell’autenticità del nostro patrimonio culinario all’estero». Sono 272 pagine nelle quali l’autore racconta gli antipasti, i primi piatti e i secondi, i contorni (che a volte diventano pure antipasti), le salse e i sughi, i dolci ma anche le tecniche speciali di lavorazione, le tavole di conversione dei pesi tra once, libbre, grammi e chili, misure di lunghezza e di volumi e così via, come i gradi del forno tra Fahrenheit e Celsius. Delizioso il glossario a pagina 265 con i termini che distinguono lo stesso ingrediente in Inghilterra e in America, la melanzana ad esempio diventa l’aubergine in inglese (ma è una parola francese) e l’eggplant in americano. Il libro può essere acquistato nel sito dell’academia e offre a noi italiani l’opportunità di capire come la nostra cucina viene vista in America. Benissimo.