Barletta, è il giorno dell'addio alle vittime Indagato anche il padre della ragazzina morta

Dolore e rabbia ai funerali delle 5 vittime del crollo di Barletta. La folla ha assediato il municipo chiedendo le dimissioni degli amministratori. Napolitano: "Al sud a volte le condizioni di lavoro sono bestiali". L'inchiesta: tutti gli indagati

Barletta - Cinque bare una affianco all'altra. Cinque vite spezzate che oggi Barletta piange. Un lungo applauso le ha accolte. Attorno alle salme i familiari delle vittime, ma soprattutto tanta commozione per la bara bianca dove riposa Maria Cinquepalmi, 14 anni. Una folla di persone, venute anche dai paesi vicini ha voluto dare l'estremo saluto alle cinque vittime durante i funerali celebrati dall'arcivescovo Giovanni Batista Pichierri.

Tanti i messaggi di cordoglio giunti fino a Barletta. Uno su tutti quello del presidente della Repubblica Giorgio napolitano che pur esprimendo vicinanza ai familiari delle vittime ha voluto ricordare come sia difficile lavorare in alcune regioni del meridione. "Tutte le volte che sono andato nel Mezzogiorno non sono mai stato indulgente su ciò che lì non va e su ciò che lì va cambiato però, attenzione, a volte i meridionali lavorano in condizioni bestiali. Queste povere ragazze morte lavoravano per 3,95 euro all’ora e non si sa per quante ore al giorno. Ora nessuno può far carico a quelle donne di avere accettato quelle condizioni di lavoro terribili e di insicurezza, ma questo è lo specchio di un’Italia che fatica nel senso più pesante del termine".

L'arcivescovo Giovan Battista Pincherri chiede verità e giustizia. "Non ci sono parole umane efficaci di consolazione ma di legittima richiesta di verità: di chi è la responsabilità del drammatico accaduto? Darà risposte solo un’indagine attenta della magistratura che già si è mossa", ha affermato.Poi ha ricordato come le vittime siano state colte dalla morte in un momento normale della vita di tutti i giorni. "Le 5 donne - ha proseguito Pichierri - erano tutte intente al loro dovere quotidiano, anche la più piccola che andava a trovare i genitori".

Sulle condizioni di lavoro al sud ha parlato il ministro del lavoro Maurizio Sacconi che ha assicurato iniziative forti per intervenire in un contesto difficile come quello meridonale. "Contro il lavoro nero le ispezioni non bastano, bisogna agire sul bisogno-ha spiegato-, cioè su ciò che rende i lavoratori ricattabili. Siamo consapevoli che l’attività repressiva è solo una faccia della medaglia, bisogna agire sulla condizione di bisogno e sul ricatto che essa può produrre,in molte aree del Mezzogiorno ma non solo, anche in relazione alle condizioni di bisogno che si sono accentuate, rimangono forti resistenze all’uso di modalità semplici di regolarizzazione del lavoro, come dimostra il bassissimo utilizzo dei voucher".

Una folla di persone poi, subito dopo la fine dei funerali si è radunata sotto il palazzo del municipio esponendo uno striscione con la scritta: "I vostri profitti non valgono cinque vite! Dimissioni".

Intanto sul fronte dell'inchiesta si apprende che c'é anche il titolare del laboratorio tra i nove indagati da parte della procura di Trani. E' Savio Cinquepalmi, che nel crollo ha perso la sua figlioletta, Maria. Tra gli indagati figurano ancora l'ingegnere e il geometra dell'ufficio tecnico del Comune di Barletta, che fecero il sopralluogo il 30 settembre scorso nella palazzina poi venuta giù, Rosario Palmitessa e Roberto Mariano, e il vigile Giovanni Andriolo, in forza al settore edilizia della polizia municipale. Gli altri quattro indagati sono il titolare dell'impresa che avrebbe costruito un nuovo edificio dopo la rimozione del rudere accanto allo stabile crollato, Cosimo Giannini, l'architetto dell'impresa Giovanni Paparella, i due responsabili della ditta a cui i lavori erano stati appaltati, i fratelli Salvatore e Andrea Chiarulli.