Il Barone rosso piomba sull’Arena

«Oggi si celebra l’inizio della pace e non la prima guerra mondiale in sé, ma soprattutto la memoria di quanti sono caduti in quel conflitto». Il ministro della Difesa Ignazio La Russa conclude così la manifestazione organizzata dalle Forze Armate per il 90° anniversario del 4 novembre 1918, la fine delle ostilità costate la vita a 650mila italiani. Le polemiche dei giorni scorsi sono già lontane quando il cielo sopra l’Arena civica è solcato da un triplano Fokker DR1, replica dell’aereo del Barone Rosso, e da un De Haviland Tiger Moth del 1918 originale. I due velivoli perfettamente funzionanti, di proprietà di Giancarlo Zanardo che li ha restaurati e si è alzato in volo ai comandi del Fokker, hanno simulato un duello a suon di virate e picchiate e per un attimo il rombo dei loro motori ha fatto fare al pubblico dell’Arena un salto indietro nel tempo. A riportare le lancette della storia sul presente è stato un Aermacchi MB346, l’addestratore che nei prossimi mesi sostituirà il suo predecessore MB339 con cui le Frecce Tricolori si sono esibite per oltre vent’anni. Poi è stata la volta dei carabinieri paracadutisti con un lancio di precisione aperto dal brigadiere Palumbo, più volte campione del mondo di paracadutismo sportivo. I cinque carabinieri del Battaglione Paracadutisti del Reggimento Tuscania, comandato dal tenente colonnello Stefano Iasson, si sono lanciati in caduta libera da un elicottero AB412 a circa 600 metri di quota e sono atterrati esattamente sui punti che avevano stabilito. Ma il compito principale dei carabinieri è la lotta al crimine. Così, dopo che i suoi «colleghi» sono arrivati dal cielo, uno splendido esemplare di cane lupo del Nucleo cinofili ha dimostrato insieme al suo conduttore come disarmare un malvivente.
La Marina Militare è stata rappresentata da un plotone di fucilieri del Battaglione San Marco che si sono calati da un elicottero AW101 con la tecnica della «rope» (corda). Meno di venti secondi e gli otto marò sono a terra pronti a simulare la cattura di un terrorista che poi viene «esfiltrato» con il medesimo elicottero.
Un cane lupo dell’Esercito italiano con compiti di ricerca e soccorso e antiesplosivo ha dato prova della sua abilità staccando le chiavi dal cruscotto di un'auto elettrica e consegnandole al conduttore.
Subito dopo un elicottero A129 «Mangusta», sempre dell’Esercito, si è esibito in un vero e proprio balletto a pochi metri da terra.
La manifestazione si è conclusa con il passaggio di due Eurofighter dell’Aeronautica Italiana, i caccia multiruolo più moderni attualmente in servizio, e con l’ammainabandiera. All’esterno dell’Arena sono stati esposti mezzi storici e attuali dell’Esercito e dell’Arma dei carabinieri come due Alfa Romeo «Giulia» 1600 o un camion Fiat del ’15-18 oltre a moderni blindati e sale operative mobili.