Il barone von Gloeden vi aspetta a Firenze

Fotografie, dipinti e sculture di oggi affrontano un tema presente fin dalla classicità

Arriva a Firenze «Arte e omosessualità. Da von Gloeden a Pierre et Gilles», la «famigerata» mostra ideata da Vittorio Sgarbi e curata da Eugenio Viola. A ospitarla dal 27 ottobre sarà la Palazzina Reale, dopo il rifiuto di altre città, come Roma, Napoli e persino Campione d’Italia. Ma nemmeno a Firenze la rassegna ha trovato vita facile: l’assessore alla Cultura le ha negato «il patrocinio del Comune per la non adeguata qualità delle opere», a giudizio del critico Francesco Bonami.
Sarà vero? Lo giudicheremo in mostra, di fronte alle 220 opere di 150 artisti che indagano i rapporti tra arte e omosessualità, dalla nascita della fotografia a oggi. Ci sono soprattutto fotografie, ma anche dipinti e sculture di un elenco di artisti la cui presenza è ancora incerta (ci sarà quasi certamente Miss Kitty, comprata da Sgarbi) e la cui visibilità è ancora difficile, visto che il primo catalogo (Electa) è stato ritirato. Le critiche alla mostra sono arrivate anche da Vladimir Luxuria, che in una dotta paginetta del nuovo catalogo in bozze, lamenta il fatto che «la donna come soggetto di rappresentazione artistica in questa mostra è stata forse un po’ tenuta da parte». Oppure da omosessuali contrari all’accentuato anticlericalismo delle opere, mentre a complimentarsi è Ignazio La Russa, che sottolinea il valore individuale di ogni artista. Ma è corretto parlare di «arte omosessuale»? O ciò che conta è solo l’arte senza connotazioni? Che cosa poi si possa definire «arte» è ancora oggetto di discussione di storici e filosofi. Ma ognuno di noi di fronte al quadro, alla fotografia, alla scultura potrà dire liberamente se per lui è arte, e sarà il giudizio migliore. Altra domanda: è scandaloso rappresentare scene e figure omosessuali? Diremmo di no, perché riflette una realtà secolare. Le statue erotiche greche con Zeus e Ganimede, erano venate di pedofilia e nessuno si stupisce oggi nel vedere la delicatezza di quegli abbracci. L’arte etrusca è piena di affreschi con giocatori-amanti, sdraiati su triclini. Non parliamo del Rinascimento, dove artisti come Leonardo e Michelangelo, Pontormo e Bronzino hanno intriso la loro pittura di diversità, attraverso simboli sottili e ambigui, di grande poesia. Le splendide teste di Tommaso Cavalieri, il ragazzo di cui era innamorato l’anziano Michelangelo, parlano con la sensualità del volto. Gli appassionati abbracci di anziani uomini nudi nei disegni di Pontormo sono grandi opere d’arte. E chi non è attratto dai ragazzetti infiorati e imbellettati di Caravaggio? Ma anche artisti eterosessuali hanno rappresentato scene omoerotiche. Nei bordelli di Toulouse Lautrec le donne si amano tra loro in grandi letti sfatti.

LA MOSTRA
«Arte e omosessualità. Da von Gloeden a Pierre et Gilles» Firenze, Palazzina Reale (Stazione di Santa Maria Novella), 27 ottobre-6 gennaio. Catalogo Electa. Infoline e prenotazioni: 02-54915.