La baronessa di Carini? Ora è porno

Il castello di Mussomeli dove fu girato il famoso sceneggiato trasformato in set a luci rosse. E in paese scoppia la protesta

Giù le mani dai nostri tele-ricordi. Due anni fa fu il set del remake di uno storico sceneggiato Rai: La baronessa di Carini, storia d'amore e morte narrata in una ballata siciliana che racconta un fatto di cronaca nera accaduto nel 1563. Ora il castello manfredonico di Mussomeli, splendido esempio di architettura medievale, è diventato la location di ben altra pellicola: Le ragioni della carne. Protagonisti, stavolta, non la sfortunata e nobile Laura Lanza, uccisa dal padre perché adultera, e il suo giovane amante, ma tre frati che nelle stanze della nobile dimora consumano scene hard omosessuali.
Ma che il castello, dichiarato di interesse nazionale dal ministero dei Beni culturali, sia divenuto set di un porno di 23 minuti visionabile, a pagamento, sul sito del produttore, Angelo Nigro, proprio non è piaciuto al sindaco di Mussomeli, Luigi Mancuso, che oggi è andato a sporgere denuncia ai carabinieri. «È un episodio increscioso - dice annunciando un esposto anche alla polizia postale - Cose simili ledono l'immagine della nostra città. È inaudito che un castello unico in Europa venga usato per simili scopi. Nessuno ha autorizzato che venissero girate scene di alcun genere lì dentro».
Sulla vicenda, denunciata dal Giornale di Sicilia, è intervenuto anche l'assessorato regionale ai Beni culturali che proprio al sindaco ha chiesto spiegazioni. Il castello è di proprietà del Comune, dicono in una nota dalla Regione, quindi Mancuso deve riferire «sull'assenza di personale addetto alla sorveglianza e custodia del sito». La nota dell'assessorato si conclude con una sonora tirata d'orecchie all'amministrazione «diffidata dal consentire il reiterarsi di simili deprecabili situazioni».
A gettare acqua sul fuoco, però, è una delle guide che organizzano le visite nella storica dimora che ha raccontato che le scene piccanti sarebbero state girate altrove e che le riprese del castello sarebbero state usate solo per gli esterni. Intanto la notizia del video hard ha fatto il giro del paese che, oltre alla location, avrebbe prestato alla pellicola anche uno dei tre frati protagonisti: l'eclettico titolare di un negozio di abbigliamento che avrebbe indossato, nelle scene clou, il saio esibito durante la processione del santo patrono.
Il curioso personaggio, molto noto a Mussomeli, racconta una guida, è entrato, insieme a due amici, in abiti «civili» e, oltrepassata la biglietteria, ha vestito i panni del religioso. A nessuno, però, la cosa è sembrata strana. Segno che, forse, nella vigilanza qualche cosa non va davvero.