Il baronetto Marriner dirige Bacelli e la «Toscana»

Sir Neville Marriner è il baronetto della direzione. Ed è con aristocratico intuito che negli anni Cinquanta colse al volo le potenzialità del disco, proprio come il grande barone del podio, Herbert von Karajan (Karajan teneva a quel «von» più che alla flotta di yacht, jet e auto personali). Così, accade che oggi, dall'alto dei suoi 84 anni, Marriner vanti pile e pile d'incisioni che ne fanno uno dei direttori più prolifici della discografia. Stasera (ore 20.30) Marriner è l'ospite della Società del Quartetto, in Conservatorio. Non torna a Milano alla testa della sua creatura, l'Academy of St. Martin-in-the-Fields, ma dell'Orchestra della Toscana. Il programma è la quintessenza dell'eleganza, quella sottilmente ironica di Vienna: c'è infatti del Mozart (la Sinfonia Haffner K.385), dello Schubert (pagine da Rosamunde) e Haydn (Sinfonia Il Miracolo). Con fair play britannico e la tranquillità di giudizio che i decani si conquistano, Marriner confessa che cinquant'anni fa le orchestre londinesi non avevano la qualità di quelle odierne, e in particolare la London Symphony Orchestra con la quale lavorò per 13 anni. Del resto, fu proprio questa percezione - evidentemente - a spingerlo a operare in proprio, a creare e crescere una creatura tutta sua, l'Academy of St. Martin-in-the-Fields appunto, compagine-complice di mille incisioni. Il mezzosoprano Monica Bacelli sarà impegnata nei Lieder per voce e orchestra di Schubert secondo la trascrizione di Anton Webern. Cantante di bella voce e soprattutto intelligenza interpretativa, la Bacelli ama percorrere le vie meno battute del repertorio.