Barrichello: «Io Fantozzi del Brasile»

nostro inviato

a Melbourne

Ad un certo punto rinsavisce e dice: «Forse vi sembrerò pazzo…». Vien da dirgli: solo un poco signor Barrichello. Perché fino a quel momento, l’ex ferrarista aveva ribadito convinto il proprio credo: «Penso ancora di poter vincere il mondiale». Rubinho, il pilota brasiliano meno amato di sempre, pare infatti rinato: «Poco amato io? È la stampa del mio Paese a non apprezzarmi». In effetti in Brasile hanno un modo tutto loro di esternare amore: i campioni devono vincere con stile ed orgoglio, non da seconde guide. E il caso Barrichello, per via del gregariato in casa Ferrari, è esemplare: negli ultimi anni, gli sponsor locali hanno evitato di investire su di lui perché il ritorno d’immagine era ed è addirittura negativo. Su Barrichello hanno invece investito i comici: celebre il loro Fantozzi, detto anche Rubinho Pe’deChinelo. L’assonanza è plateale. Mica bello per chi ha comunque vinto 9 Gp con la Rossa. Eppure, quasi fosse affetto da masochismo, Barrichello sta per inimicarsi anche gli italiani: è infatti pronto a portarsi a casa l’unico record faticosamente conquistato da un nostro pilota in quasi sessant’anni di F1, i Gp disputati.
Rubens, ma non si sente in colpa?
«Un po’ sì, mi dispiace, perché già da bambino ero un grande tifoso di Riccardo Patrese. Ricordo la sua incredibile vittoria nel Gp di Montecarlo. Mi sento in colpa perché sono un uomo giusto, per cui ho sempre pensato che per tutto quello che aveva dato alla F1, fosse giusto che Patrese si tenesse quel record tutto suo (256 Gp)».
Con la gara di oggi saranno 253 Gp: il sorpasso è fissato per la Turchia, quota 257.
«Però mi sento talmente bene e in forma che punto ad arrivare a trecento Gp».
Perché a lei ragazzino di San Paolo piaceva così tanto Patrese?
«Perché faceva gare incredibili e poi capitava che non finisse la corsa».
Come lei.
Pausa glaciale. «In effetti la mia prima vittoria, la più bella, quella di Hockenheim fu rocambolesca come la sua nel Principato».
Fatti due conti, lei avrà presto questo primato, e assieme a tutti gli altri già in tasca a Schumi sarete la coppia che detiene tutti i record della F1.
«Vero, non ci avevo pensato: però sarebbe meglio che fosse a parti invertite».
Come giudica i suoi anni in Ferrari?
«Dopo Senna e Prost, siamo stati la coppia più affidabile e vincente nella storia della F1».
Lei avrebbe potuto vincere un po’ di più.
«Non ero abbastanza maturo, mi è mancata l’esperienza».
Quindi ha dei rimpianti?
«No, perché credo ancora di poter diventare campione del mondo, per questo ho lasciato la Ferrari, là era impossibile».
E Schumi?
«Ci sentiamo spesso, credo che si sia ritirato troppo presto: cosa ci fa a casa uno che fa simili tempi nei test?».
Zeltweg, la vittoria ceduta a Michael, le brucia ancora?
«La coppa è a casa mia».
Ma era di Schumi?
«Che cosa? Neppure per idea».
Si è pentito della sua esperienza alla Ferrari
«Oggi non dico nulla… Magari un giorno scriverò un libro».