Barriere antirumore all’ex Ghisallo: 6,6 milioni per difendere il sonno

Dopo l’asfalto, arriveranno le barriere antirumore. Che abbatteranno le vibrazioni prodotte dal traffico del 70-80 per cento. La promessa di sonni tranquilli fatta un paio di anni fa ai residenti che abitano intorno al cavalcavia ex Ghisallo, dove a ogni ora del giorno e della notte passano le auto dirette alle autostrade del nord, sta per essere mantenuta in pieno. Il quartiere era già in fibrillazione. Dopo aver posato nell’estate del 2009 materiale fonoassorbente sull’asfalto (un’operazione da 1,8 milioni di euro che ha già ridotto di quattro decibel il rumore, con un taglio alle emissioni sonore del 25-30%), la fase b - cioè l’installazione delle barriere - ha iniziato a sembrare un miraggio per i cittadini. «Lo avevamo garantito e non abbiamo perso tempo - assicura l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini -: i tecnici del Politecnico di Milano hanno eseguito uno studio acustico e quelli di Metropolitana Milanese hanno prodotto il progetto definitivo, che andrà in giunta domani per il finanziamento. Dopo gli approfondimenti abbiamo deciso di aumentare la superficie dei tratti di strada che verranno coperti dalle barriere». Per questo, salgono anche i costi previsti a inizio percorso: il Comune aveva calcolato un investimento di 3,8 milioni ma sono lievitati a 6,6, circa due milioni e ottocentomila euro in surplus, che verranno finanziati con il bilancio 2010.
Una protezione «salva-sonno» che i residenti chiedevano da diciotto anni e che verrà finalmente realizzata la prossima estate, approfittando della città vuota per ferie. Le barriere, spiega Simini, verranno posizionate in prossimità dei punti che durante le misurazioni acustiche sono stati indicati sulla mappa come i più sensibili, ad esempio in via De Gasperi e Qt8, da via Campanella-largo Boccioni fino a via Stephenson, da via Triboniano alla scuola di via Sapri.
Palazzo Marino non può garantire l’impatto zero sul traffico, ma almeno il più ridotto possibile durante i cantieri: «Saranno graduali e modulati, la pianificazione e i tempi dei lavori saranno programmati in modo da limitare i disagi». E non promette il miracolo dell’abbattimento totale del suono, perchè «se è vero che abbassando le vibrazioni del 70-80 per cento grazie alle barriere, in quei punti rispetteremo i limiti previsti dalle norme, andrebbero fatto rispettare i limiti di velocità alle auto che percorrono il tratto di strada da e verso il raccordo autostradale».