Barsanufio

Si sa pochissimo di questo santo egiziano della prima metà del VI secolo. Pare che abbia trascorso gran parte della sua vita in Palestina, in un monastero nei pressi Gaza. Il monastero in questione era stato recentemente fondato da tal Serido, che ancora vi risiedeva quando arrivò Barsanufio. In breve tempo la fama delle austerità e della santità di quest’ultimo si sparse e in parecchi cominciarono a venire al monastero a chiedere consiglio e preghiere. Barsanufio fu costretto a ritirarsi in eremitaggio. Ma i postulanti aumentavano e il santo dovette ricorrere all’espediente di comunicare loro per iscritto: quelli lasciavano a Serido un biglietto con le loro richieste, Serido portava periodicamente i fogli a Barsanufio, questi vergava la risposta e restituiva. Era rarissimo che Barsanufio lasciasse la sua cella, né mai alcuno lo vide mangiare; anzi, nessuno lo sentì mai neanche parlare. Col tempo le cose si complicarono, perché Serido molto probabilmente morì o fu trasferito, e il suo posto come segretario fu preso da un altro eremita che viveva nelle vicinanze di Barsanufio, uno chiamato Giovanni di Gaza. Ma pure quest’ultimo veniva consultato, in persona, con lo stesso sistema, tanto che era detto anche Giovanni il Profeta. Sono rimaste alcune centinaia delle loro risposte, che hanno la caratteristica della concisione unita a una grande profondità. Barsanufio fu tenuto in grandissimo onore dalla Chiesa bizantina, tanto da avere una sua icona nella basilica di Santa Sofia a Costantinopoli (onore concesso a pochissimi altri santi). Morì molto probabilmente verso il 550.