Bartolini resta al timone dei medici genovesi

Fabrizio Graffione

Una media di milletrecento preferenze su quasi millesettecento votanti alle elezioni per il nuovo consiglio dell'Ordine dei medici genovesi che conta ottomilacinquanta iscritti. Il primo fuori lista ha ottenuto soltanto ottanta voti, mentre le schede nulle sono state oltre duecentocinquanta.
È un plebiscito quello raccolto l'altro ieri dalla lista del past president Enrico Bartolini, 56 anni, radiologo, che dirige un grande istituto polispecialistico in centro città, e che era stato eletto l'anno scorso dopo le dimissioni di Sergio Castellaneta. Gli altri quattordici consiglieri eletti sono: Mari Clemes Barberis, Giuseppina Boidi, Luigi Carlo Bottaro, Alberto De Micheli, il past vice president Alberto Ferrando, Riccardo Ghio, Claudio Giustini, Luciano Lusardi, Gemma Migliaro, Benedetto Ratto, Gianluigi Ravetti, Giovanni Regesta, Proscovia Maria Salusciev, Andrea Stimamiglio. I più votati, oltre 1270 preferenze, sono stati Migliaro, Giustini e Bartolini. Quasi tutti i nuovi consiglieri erano in carica, tranne De Micheli, Ratto, Ravetti e Stimamiglio, che sono entrati nella nuova lista quest'anno. Eletti anche i nuovi revisori: Maurizia Barabino e Aldo Cagnazzo, confermati Matteo Basso e Maurizio Giunchedi.
Insieme all'elezioni dei medici, c'è stata anche quella degli odontoiatri, che erano invece divisi in due liste. Da una parte quella vincitrice con Elio Annibaldi, Massimo Gaggero, Giorgio Gonora Inglese, Paolo Mantovani, Marco Oddera, con trecento preferenze a favore su cinquecento votanti e circa milleduecento iscritti all'albo odontoiatri. Dall'altra quella perdente con Emilio Casabona, Paolo Dellacasa, Giuseppe Iemmola, Franco Magri, Daniele Raso, che ha ottenuto circa centosessanta voti.
Per portare una lista unica alle elezioni Enrico Bartolini ha lavorato per almeno tre mesi: «Abbiamo cercato di presentare candidati che rappresentano e sono espressione di tutte le aree operative e territoriali - spiega il capolista vincitore - nei prossimi giorni il consiglio deve votare per esprimere ufficialmente le nuove cariche. La nostra politica non cambia. Puntiamo sul corretto rapporto tra Ordine e sindacati e Ordine e istituzioni, e su una chiara assunzione di responsabilità per migliorare la qualità della cura nell'ambito del sistema sanitario, sia pubblico che privato, rivendicando un ruolo di attori, applicando regole di governo clinico della professione. L'Ordine è un'istituzione a difesa del cittadino e del decoro e della dignità della professione del medico. Mi fa piacere che questi principi siano recepiti dai colleghi che ci hanno espresso le loro preferenze».