Baruffa in tribunale, lista Pdl arriva troppo tardi

Ritardo agli uffici elettorali in vista delle Regionali nel Lazio. Non registrati i candidati della Polverini e del Pdl. Ma il centrodestra fa ricorso: "Macché esclusione, tafferugli di provocatori". Ma il simbolo sulla scheda è a rischio

Roma - Nessun esercizio di dietrologia né retropensieri a proposito della mancata presentazione della lista regionale del Pdl nella Provincia di Roma, ma solo un disguido provocato dalla concitazione dell’ultim’ora che potrebbe avere, però, ripercussioni sulla presenza del simbolo del Pdl nelle scheda elettorale. Sarebbero, insomma, campate in aria le voci (riprese da un sito di gossip) secondo le quali dietro il ritardo che rischia di cancellare la presenza del Pdl a Roma ci possa essere un malcelato tentativo di alcuni settori del centrodestra di danneggiare Renata Polverini per la sua vicinanza a Fini. Secondo le stesse indiscrezioni, poco prima di mezzogiorno ci sarebbe stato un acceso diverbio sulla composizione della lista nel corridoio del Tribunale. Sarebbe stata proprio questa discussione a causare il ritardo. Tutti i vertici locali del Pdl, a cominciare dal responsabile del settore elettorale del Pdl Ignazio Abrignani, sono intanto convinti che, per quanto formalmente non registrata, la presentazione della lista del Pdl sarà comunque accettata. Ufficialmente il Pdl ha presentato ricorso all'Ufficio centrale circoscrizionale presso il Tribunale di Roma per sostenere la regolarità della procedura nella presentazione della lista. E oggi, entro le 12, si sarà il responso ufficiale sull’ammissione, l’integrazione o l’esclusione della lista del Pdl. Dopodiché ci saranno altre 48 ore di tempo per presentare l’eventuale ricorso all’ufficio centrale presso la Corte d’appello. Il coordinatore regionale Vincenzo Piso (ex An), e il coordinatore romano Gianni Sammarco (ex Fi) sono dell’avviso che la contestazione di alcuni esponenti della sinistra riguardi una superficialità formale, non un aspetto sostanziale della procedura.
Il vicecoordinatore regionale Alfredo Pallone (ex Fi) ritiene che la contestazione della sinistra sia stata addirittura premeditata: «Mi chiedo - ha detto - se sia una casualità che qualcuno si sia intrufolato negli uffici del Tribunale e abbia creato dei veri e propri tafferugli, se sia sempre una casualità che siano stati provocati i delegati del Pdl e se, guarda caso, sia una identica casualità che il solo ad aver pubblicato il video di quanto è accaduto, sia stato proprio il sito del quotidiano Repubblica.it». «Credo sia semplicemente ridicolo - gli ha fatto eco Piso - pensare di escludere, sulla base di una presunta violazione dell’orario, il più grande partito italiano. Ma al di là di questo, i nostri rappresentanti erano lì dalle 11 quindi entro il termine stabilito». Sammarco ha parlato di una «manovra di comunicazione di tipo leninista» da parte della sinistra.
Dell’incertezza determinata dalla mancata presentazione della lista Pdl ha fatto cenno anche il presidente della Camera Gianfranco Fini che si è detto «non preoccupato anche perché non saprei cosa fare». Il presidente dei senatori Maurizio Gasparri ha chiesto una risposta «rapidissima dal momento che il Pdl è vittima di prepotenze e rispettoso delle norme». No comment, invece, dalla diretta interessata Renata Polverini, che si sarebbe detta «sorpresa» da quanto accaduto.