Baschetto da poeta e calzoni larghi L’ora dell’eterno ragazzo

«Alla fine, alla fine di tutto, è con i fatti della propria vita che si risponde agli interrogativi che il mondo ci pone con tanta insistenza». Il finale di Le braci, meraviglioso romanzo di Sandor Marai su due alti ufficiali dell'impero asburgico ormai disgregato dalla prima guerra mondiale che s'incontrano per fare il punto sulla loro amicizia in un continuo ricamo tra presente e passato, ci sembra perfetta per raccontare la sfilata di Armani in passerella ieri a Milano Moda Uomo. C'è infatti qualcosa di austroungarico nei colori che «Re Giorgio» definisce dolomitici, nel nitore delle forme e nella compostezza suggerita dall'abbottonatura alta di giacche e cappotti. Lui stesso ammette di amare il mondo mitteleuropeo con quella sua austera eleganza che non è mai fine a se stessa. «I miei antenati vengono da lì - dice - è un'idea di uomo che mi piace molto. Questa volta però ho aggiunto una nota romantica, un po' di dolcezza in un momento molto duro». Ecco quindi perché tutti i modelli indossano un morbido baschetto da poeta francese che non ha niente da spartire con il basco dei parà ma fa immediatamente pensare alla romantica foto del bacio all'hotel de Ville di Robert Doisneau. Oltre al cappello che non è solo una gag da sfilata perché, come sostiene Armani «tutti hanno imparato a vestire la testa, perfino gli uomini» c'è la scelta dei materiali. Addosso sono leggeri e morbidi come non mai (nel 50 per cento della collezione si tratta infatti di jersey), ma nell'aspetto conservano tutta la corposità dei grandi classici dell'abbigliamento maschile tipo il tweed. Perfino il velluto in certi casi sembra tweed, anche se non manca certo l'inconfondibile «velvet touch» di Armani nelle stupende giacche da sera («non c'è niente come il velluto nero» dichiara) e perfino nelle cravatte.
Poi c'è la pelle che ha una brillantezza unica nel suo genere pur consentendo quei tagli rigorosi che nessuno sa orchestrare meglio di lui in un sapiente gioco di proporzioni. Se tutti i sopra sono nitidi, quasi scolpiti addosso, sotto i pantaloni hanno da tre a quattro pieghe in alto per tenere morbido il bacino ma si restringono sul fondo per dare slancio alla figura e intanto rendere scattante il passo. «L'ho scoperto su me stesso: non sono un uomo alto ma sto meglio con i calzoni larghi» risponde a chi gli chiede se i nuovi bragoni in velluto a macrocoste non siano per caso destinati solo ai felici proprietari di quelle altezze da corazziere per cui tra molte donne si dice che al di sotto del metro e ottanta non è amore. Il resto è moda con gl'inconfondibili tocchi da maestro nei colori (mai visto un cappotto Chesterfield blu Klein così bello e virile, per non parlare della solita sinfonia di grigi e degli insoliti accostamenti di nero o marrone con il blu) e nella magica alternanza tra lucido e opaco, rigore e relax, ordine e poesia. In più stavolta c'è qualcosa di dolce e gentile, una vera e propria conquista per quei poveri uomini ancora convinti di non dover chiedere mai. «Quando guardano i capi da uomo in preparazione tutte le donne dell'azienda mi dicono: falli anche per noi» risponde Renzo Rosso a chi gli chiede perché per il debutto in passerella di Diesel Black Gold ha fatto sfilare tra tanti maschi belli da fermare un orologio anche Eva Riccobono.
La stupenda top model bionda era perfetta con gli stessi pantaloni a righe sotto al classico giubbotto da biker in pelle nera dei suoi colleghi maschi. «Per noi è un momento bello anche se in giro si respira aria di crisi: in Diesel chiudiamo l'anno con una crescita a due cifre mentre il fatturato della Staff in certi casi aumenta anche del 30 per cento» dichiara Patron Rosso. Infatti la sfilata di DSquared2, marchio che fa parte di quest'isola felice, era una delizia. I due gemelli canadesi Dean e Dan Caten hanno immaginato una scuola negli anni Settanta con il professore in grisaglia e gli studenti equamente divisi tra discoli in jeans e blouson di pelle, sportivoni in tuta da ginnastica e felpe da college, bravi ragazzi pronti per il ballo di fine anno e irresistibili spacconi con il parka militare dalle maniche incrostate di spilline tipo borchia.