La «base» azzurra si ribella a quei voti contro il governo

Telefonate una dietro l’altra, lettere, anche proteste per strada in caso di incontro casuale. I lettori del Giornale, sempre partecipi alla vita di redazione e sempre attenti a quel che accade in Liguria, stavolta sono più indignati di molte altre volte. Perché si sono sentiti «traditi» dai loro stessi campioni, da coloro che dovrebbero rappresentarli. E se alle ultime elezioni politiche avevano dato piena fiducia al programma del centrodestra e ai suoi candidati, adesso chiedono a tutti gli eletti, in qualsiasi assemblea siedano, di essere coerenti. Ecco perché le continue baruffe in consiglio comunale e le incredibili votazioni in Regione hanno scatenato l’indignazione dei cittadini. Equamente divise tra Tursi e via Fieschi le critiche. Non è accettabile per gli elettori che chi ha avuto in passato o ha tuttora incarichi importanti nel partito, si comporti in consiglio comunale come un indipendente, un cane sciolto che possa criticare i colleghi e le linee del partito. E così arrivano rimbrotti per Alberto Gagliardi, già sottosegretario agli Interni, deputato e ora vicepresidente del consiglio comunale. Non piace affatto la linea di Enrico Musso, senatore e candidato sindaco del Pdl, sulla moschea. Inaccettabili sono considerate l’assenza di compattezza che spesso contraddistingue la minoranza.
E ce n’è ovviamente per i consiglieri regionali, che a inizio settimana hanno sottoscritto e votato un ordine del giorno per chiedere al governo di non approvare la legge Gelmini sulla scuola prima di avere un confronto con i contestatori. Un appiattimento sulle linee della sinistra (che ovviamente ha esultato) proprio nel momento di massima tensione in piazza, che ha assunto il sapore del tradimento. Qualche consigliere azzurro, il giorno dopo ha capito il grave errore e ha cercato di giustificarsi, altri nel Pdl hanno insistito sulle proprie posizioni. Così pure è stata fatta marcia indietro sull’ordine del giorno dell’Udc che chiedeva di mantenere le preferenze nella legge elettorale europea, cioè il contrario di quanto va sostenendo Silvio Berlusconi. Scelte incredibili, che il Giornale ha fatto rilevare. E che il popolo del centrodestra non ha tollerato.