Base italiana studiata da Piano con le pareti quasi trasparenti

Giochi di luce per nascondere i segreti dello scafo. Le novità degli altri team. Tutti ad Auckland a spiare New Zealand

L'inverno sarà un momento di riposo, poco, solo per alcuni velisti. In realtà il ritmo dei lavori è sempre molto alto. A Valencia si completa la costruzione delle basi, quella di Alinghi è stata inaugurata con una grande festa. Altri lavorano più in sordina. Quella di Luna Rossa nasce da un'idea di Renzo Piano è ha le pareti realizzate con il laminato delle vele. Il problema di rendere “invisibile” quello che succede all'interno verrà risolto puntando dei fari sulle pareti trasparenti creando così anche un effetto molto particolare.
Ovviamente l’occupazione principale dell'inverno è la costruzione delle barche, le prime che saranno a Valencia in primavera. Dopo «Shosholoza», unica della nuova generazione che ha navigato quest'anno, sarà varata «NZL 84», la barca di Emirates dovrebbe navigare nel golfo di Auckland, certamente sotto molti occhi “indiscreti” a fine gennaio. Il suo timoniere Dean Barker ha battuto nel campionato nazionale di match race lo skipper di «Bmw Oracle» Chris Dickson in una agguerrita finale che si è conclusa solo alla quinta prova dopo il pareggio con due vittorie ciascuno.
«Luna Rossa» è in costruzione vicino a Bergamo presso il cantiere allestito da Persico, uno specialista nella lavorazione dei materiali compositi. «Mascalzone Latino» ha iniziato la costruzione presso Marine Composite di Vittorio Urbinati ad Andora, vicino Savona. «+39» sta lavorando in cantiere a Palermo, mentre il team sportivo riprende la sua attività in febbraio. Non tutti hanno chiesto il numero velico, che si ottiene solo in una fase precisa della lavorazione, quando lo stampo che poi servirà a costruire lo scafo prende una forma definitiva.
Lo shore team di «Desafio Espagnol» invece si è buttato anima e corpo di Movistar, il partecipante alla Volvo Race (giro del mondo in equipaggio) fermo a Cadice per una grave avaria. Alcuni pezzi sono stati ricostruiti a Valencia nella base dello sfidante, altri sul posto in una corsa contro il tempo. Mentre Abn Amro sta per vincere la prima tappa che arriva a Cape Town, la barca di Paul Cayard, che ha subito danni simili a quella spagnola alla chiglia basculante, è arrivata via aerea per essere riparata in Sud Africa dove il team di Shosholoza è stato premiato con il South African Sport Award come miglior squadra sportiva.
Ecco le parole del comandante Salvatore Sarno, che gestisce la sfida: «Credo che il nostro team rappresenti una rottura con il passato e prepari il terreno per la vela e per lo sport in generale in Sud Africa. Per me soltanto il fatto di partecipare all'America's Cup è come vincere l'oro olimpico».