La base del Pd in rivolta sul web per un manifesto sui rom sgomberati

«Finalmente diciamo no al degrado. È finalmente avvenuto lo sgombero del campo nomadi di via degli Angeli. Inoltre dopo oltre vent’anni verrà effettuato il rifacimento della pavimentazione alla parrocchia di San Giuseppe Cafasso». Firmato PD. È questo il manifesto, scritta rossa su fondo bianco, che si riferisce allo sgombero di un campo rom a Torpignattara, avvenuto il 16 gennaio scorso. Manifesto che sta facendo discutere sul web, fino a suscitare numerose proteste tra i militanti del Pd. C’è chi lo giudica non in linea con la politica di un tipico partito di centrosinistra. Nel manifesto si spiega che lo sgombero è stato reso possibile «grazie alla campagna di mobilitazione» del Pd.
Oltre a circolare in maniera virale su Facebook, l’immagine viene riproposta da molti blog. Il blogger Mattia Laconca (mattialaconcaprc.splinder.com), ad esempio, parla di manovra elettorale: «Il Pd magari con l’occasione riesce anche a strappare qualche decina di voti ai compagni di giochi del PdL». E se Ladytux (ladytux.blogspot.com) lo definisce «un manifesto inquietante», qualcun altro (ilrusso.blogspot.com) si limita a pubblicare la fotografia con un insulto, diretto al Pd. E i commentatori non sono da meno: «non è uno scherzo, vero? Stanno davvero festeggiando una deportazione», si chiede un utente che si firma Punzy, mentre un altro ironizza: «Ma è davvero diventato il PdL meno L!».
Pensiero analogo ribadito su Friendfeed, dove l’utente «Ciocci» parla di una rincorsa verso il Pdl. «Il Pd fa vedere che quando vuole potrebbe governare esattamente come la destra», sottolinea. Critiche che sono arrivate direttamente al capogruppo del Pd nel Municipio VI, Gianluca Santilli, fin sulla sua pagina di Facebook. «Mi hanno letteralmente massacrato», racconta l’esponente del Pd, che è anche presidente della commissione sicurezza del Municipio. Sempre lui, però, spiega che il senso del manifesto è stato completamente frainteso.
«Noi siamo sempre stati contro gli sgomberi non concordati, organizzati senza un minimo di pianificazione - spiega direttamente al telefono -. In questo caso avevamo una settantina di nomadi che vivevano in condizioni davvero incivili, in un campo abusivo. Che dovevano fare?. Insieme con il delegato capitolino alla sicurezza abbiamo visitato due volte il campo, e insieme ci siamo mossi per garantire a queste persone una sistemazione più dignitosa». E il manifesto? Sarebbe stato realizzato da un presidente di circolo, senza essere stato concordato con i dirigenti locali del Pd.
«Quando il sindaco Alemanno ha sbagliato, lo abbiamo criticato, e continueremo a farlo - spiega Santilli -. In questo caso, però, siamo stati noi ad incalzarlo perché si intervenisse per risolvere una volta per tutte questa situazione».