La base saluta Alemanno: «Vai, sindaco!»

Stefania Scarpa

«Vai sindaco!». È stato salutato così Gianni Alemanno, ministro delle Politiche agricole e forestali e candidato sindaco a Roma, quando ieri è entrato all’Auditorium della Tecnica all’Eur in occasione della manifestazione di apertura della campagna elettorale di Storace. Un momento molto importante per Alemanno. Convinto che un buon risultato di Storace, capolista di An al Senato nella nostra regione, darebbe una spinta a tutto il centrodestra nella competizione per il Campidoglio. «Conquistare quel premio di maggioranza, oltre ad avere la rivincita sulla perdita della Regione Lazio significa arrivare al cuore del riscatto del centrodestra», ha detto Alemanno.
L’uomo di An per il Campidoglio ha poi parlato di Roma e della sua candidatura. «Il nostro amore per Roma è tutt’altro che improvvisato», ha detto, rispondendo al sindaco Walter Veltroni, che aveva parlato tempo fa di amori estemporanei per la capitale da parte del ministro. «Questo amore - ha spiegato Alemanno - è cominciato quando avevo 13 anni, nel 1971 durante un comizio di Almirante a piazza del Popolo. Una piazza piena di bandiere tricolore e da lì è partito quel sogno che è l’idea di Roma». Poi Alemanno ha fatto un’analisi delle carenze «dottrinali» del centrosinistra: «Il fallimento di Rutelli e Veltroni, che sono degli ex sessantottini - ha sottolineato Alemanno - è di non sapere cos’è la dottrina sociale della Chiesa, che cosa è l’anima di Roma. Per loro è solo una sequela di concerti, giardinetti, piste ciclabili». Alemanno ha ricordato la militanza, fin da giovane fatta nelle periferie sottolineando che «da lì è nata la destra sociale, dai problemi delle periferie di Roma ed è dal ’93 sempre da Roma che è partito il laboratorio di Alleanza Nazionale: la sfida tra Fini e Rutelli».
Il candidato sindaco per An ha anche biasimato il modo in cui viene trattato il Colosseo, simbolo della città eterna, con «chiusure fatte di tubi Innocenti». «Magari sarà anche colpa del ministro Buttiglione, ma testimonia il modo in cui la sinistra ama Roma». Per il ministro all’Agricoltura va anche rigettata l’idea di cancellare via dei Fori Imperiali trasformando l’area in un museo. «Roma va vissuta ogni giorno - ha sottolineato - come fusione tra antico e moderno». Quanto alla sicurezza della città Alemanno chiede la bonifica dei campi nomadi illegali e dei centri sociali «dominati da violenti». In particolare, secondo Alemanno, sul centro sociale della Garbatella gravano «tre pagine fitte di denunce». «Veltroni dovrebbe chiuderlo ma non lo fa. I centri sociali, che a Roma sono 35, sono l’incubatore artificiale della violenza politica».
Parla di Roma anche il sottosegretario alle Infrastrutture ed ex presidente della Provincia di Roma Silvano Moffa, che, aprendo la manifestazione dell’Eur, ha fatto notare come «nel tomo di Prodi, il programma del centrosinistra di oltre duecento pagine, non c’è una sola parola che richiami la capitale e Roma». «Rutelli - ha osservato Moffa - aveva richiamato l’attenzione di Prodi su Roma, ma lui aveva detto che non gli interessava vivere nella capitale. E nell’assenza di riferimenti a Roma nel programma si trova la risposta a questo. Noi vogliamo dotare Roma di potere legislativo per darle, nel percorso costituente, la sua giusta rilevanza come capitale».
La manifestazione, condotta dall’attore Luca Barbareschi, si è aperta sulle note dell’inno nazionale in una sala gremita e con bandiere tricolori e di Alleanza Nazionale ben esposte. È intervenuto anche il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi.