Baseball: Italia ko col Venezuela. Ma Chiarini lascia il segno sul mondiale

L'Italia del baseball cede 7-0 al fortissimo Venezuela nell'esordio nel mondiale dei professionisti a Toronto. Ma l'azzurro Chiarini è protagonista di una spettacolare presa in tuffo subito usata come spot televisivo del mondiale. E Bargnani lancia la prima palla dell'incontro

E' durata quattro riprese l'Italia del baseball contro il fortissimo Venezuela. Poi i sudamericani hanno spinto sull'acceleratore e per noi non c'è stato più niente da fare. L'esordio azzurro a Toronto nel mondiale dei professionisti si è chiuso con un 7-0 che la dice lunga sul divario esistente tra il baseball italiano e quello del Venezuela, nazione che rappresenta il principale fornitore di giocatori extra Usa per la Major league assieme alla Repubblica Dominicana.
Eppure per qualche inning la nazionale italiana ci aveva sperato, finchè almeno ha retto il lanciatore Mark Di Felice, 32 anni, nato in America da una famiglia originaria della provincia di Teramo e attualmente in forza ai Milwaukee Brewers con cui ha giocato 15 partite nell'ultimo campionato di Major League.
Ma gli italiani che hanno lasciato maggiormente il segno in questo esordio azzurro sono altri due: Andrea Bargnani e Marco Chiarini. Bargnani perché all'azzurro del basket, che gioca proprio a Tornto in Nba con i Raptors, è stato affidato il lancio della prima palla della partita, come fa il presidente degli Stati Uniti nella prima partita della stagione del campionato americano. Bargnani è stato accolto in campo dall'ovazione dei tanti italo-americani presenti in tribuna ed ha lasciato la sua firma anche su questo evento.
"È stato molto emozionante. Non avevo mai fatto una cosa del genere e mi sono anche allenato all'Air Canada Centre stamattina. E poi è sempre un piacere rappresentare l'Italia, soprattutto in questa città, dove c'è una folta comunità di connazionali. Sono stato davvero molto contento di esserci". Capita spesso a Bargnani, tra una partita e l'altra, di vedere il baseball in televisione. «E' uno sport particolare ma affascinante. Gli americani adorano il baseball, è un fatto di cultura. Giocatori italiani? Non ne conosco, ma so che ce ne sono alcuni che stanno cercando di farsi strada tra i professionisti. Il mio consiglio è di lavorare duro e sono convinto che alla fine riusciranno a raggiungere la Major League. D'altronde è stato proprio questo il mio segreto per arrivare in NBA: allenarsi senza fine, con grande impegno e sacrificio e perchè no, anche un pizzico di fortuna».
Invece Marco Chiarini, 28 anni, romagnolo, esterno del Rimini si è conquistato la vetrina del mondiale con una presa in tuffo straordinaria su una lunga battuta del venezuelano Bobby Abreu, uno dei fenomeni del baseball mondiale, 241 fuoricampo e 92 milioni di dollari guadagnati in 12 anni di Major league. Il tuffo di Chiarini è diventato immediatamente lo spot del mondiale dei professionisti (seguitissimo dal Giappone agli Stati Uniti, passando per tutto il Centro America) e sta facendo il giro delle televisioni. Un piccolo segno sul mondiale, l'Italia l'ha già lasciato.