Baseball, il tie-break contro le ore piccole

Gli amanti delle ore piccole non potranno più aggrapparsi al baseball. Con il campionato che scatta questa sera (Reggio Emilia contro i campioni di San Marino - in Tv su Raisport Più - e Bologna-Parma i due anticipi), debutterà infatti il tie-break, ovvero il tentativo di rendere più rapide le riprese supplementari in caso di parità. In sostanza, se dopo il primo supplementare il punteggio permane in equilibrio, le squadre inizieranno ogni ripresa successiva con due uomini già sulle basi e un eliminato a carico. Un piccolo ritocco regolamentare che fa strillare i puristi di questo sport immutabile dall’Ottocento, ma che forse può servire ad evitare agli spettatori di andare a casa alle 2 di notte, come purtroppo ogni tanto capita nel nostro campionato, dove si fa fatica a portare la gente allo stadio e poi magari la si costringe a stare in tribuna più di quattro ore per capire come finisce la partita.
Una piccola rivoluzione, che speriamo apra le porte ad altre scelte più coraggiose e vicine alla mentalità europea: non si capisce ad esempio perché in campionato non debba valere il pareggio (lo fanno i giapponesi che riempiono stadi da 60mila persone e hanno vinto il mondiale dei professionisti, non possiamo farlo noi?), per non parlare dell’idea di ridurre le partite a 7 inning per renderle più televisive. Ha fatto la rivoluzione la pallavolo, l’ha fatta il tennis, perché non potrebbe farla il baseball?
Ma qui andremmo decisamente nella fantascienza e quindi accontentiamoci di questo piccolo shock, in attesa di quello altrettanto atteso per il 2010, quando il baseball sarà il primo sport in Italia ad introdurre il campionato cosiddetto a franchigie: senza retrocessioni e con formazioni collegate tra loro in prima serie, in seconda serie e nell’under 21, con i giocatori che potranno salire e scendere liberamente, a seconda delle necessità, durante la stagione. Nelle intenzioni della federazione sarà l’occasione per recuperare anche grandi piazze come Milano, Roma, Catania, magari Torino e Verona.
Trampolino di lancio per la nuova lega sarà il mondiale in programma a settembre in diverse città italiane. Un’occasione per sistemare gli stadi soprattutto nelle grandi città, se le amministrazioni di Roma, Milano e Torino si daranno una sveglia.