Baseball verso un campionato a posto fisso

Scatta oggi il campionato 2006, ma il baseball pensa già al 2008, l’anno che, secondo il presidente Fraccari, segnerà la rivoluzione di questo sport. Ieri a Bologna, sull’onda dell’entusiasmo per la partecipazione al primo mondiale pro organizzato dalle Major league, il numero uno del baseball ha annunciato che anche in Italia il futuro sarà professionistico: questa sarà l’ultima stagione a dieci squadre (pardon, a nove, vista l’improvvisa defezione del Trieste), l’anno prossimo la A sarà ridotta a 8 formazioni e tra due anni queste otto squadre saranno d’èlite, un campionato a numero chiuso, sostenuto anche economicamente dagli americani.
Una scelta rischiosa, ma coraggiosa, che non mancherà di sollevare dubbi e soprattutto polemiche perchè bisogna vedere se il Coni accetterà un torneo sul modello americano (senza promozioni nè retrocessioni) e soprattutto bisogna capire chi parteciperà a questa prima edizione. «Proveremo a realizzare otto franchigie con al loro interno squadre di A1, A2 e B», ha detto il presidente illustrando quello che potrebbe essere un esperimento pilota per lo sport italiano che vuole ispirarsi a quello americano, ma non trova il coraggio di cambiare filosofia. Il baseball punterebbe dunque - almeno all’inizio - su otto squadre, recuperando piazze storiche e regioni in crisi: Parma, Bologna, Rimini (non più di tre emiliane, mentre quest’anno sei su nove arrivano da questa regione e uno sport che voglia avere un respiro nazionale non se lo può permettere. Ma San Marino, finalista lo scorso anno, dovrà accorparsi con i romagnoli?), poi Grosseto e Nettuno più Torino, Milano e Trieste per recuperare tre regioni che hanno un grande movimento ma non esprimono attualmente squadre di vertice. E in futuro arrivare magari a Roma e Firenze.
Un’idea coraggiosa, difficilissima da realizzare, soprattutto perchè andrà a pestare molti piedi: «Ma dobbiamo uscire dagli orticelli», ha tagliato corto Fraccari. Intanto oggi si parte a caccia dello scudetto di Bologna con Parma-Grosseto, primo anticipo televisivo (RaiSat dalle 22.15) del giovedì. Anche questa una piccola rivoluzione.