Basile: «A casa per colpa mia»

Gianluca Basile è diventato famoso per i suoi «tiri ignoranti», parabole di cuore che acciuffano le partite. Quell’istinto sincero e felice che ne fa un rabdomante di canestri ha invece spremuto ieri frustrazione e lacrime. «Devo chiedere scusa a tutti, se siamo usciti è tutta colpa mia», ha detto il capitano azzurro, 31 anni, uno dei veterani di quest’Italia che voleva capire meglio chi siano - dietro Bulleri e pochi altri, aspettando Bargnani, Datome e Gallinari jr - i giocatori da azzurro. E che si è smarrita al primo esame dentro-o-fuori. «Avevo detto che avrei continuato finché il fisico mi avesse sostenuto - dice Basile, che ha fallito i liberi decisivi contro i lituani - ma mi sto accorgendo che sei gare in otto giorni per me sono un po’ troppo, è un problema fisico e di testa. Proseguire fino a Pechino 2008? Vedremo». Pensa di lasciare la nazionale, tocca al ct Carlo Recalcati calmarlo, «non vorrei che prendesse decisioni affrettate», prima di valutare il match di ieri. «La partita l’abbiamo buttata via noi, commettendo troppi errori nei passaggi e nei liberi, perdendo troppi palloni. Siamo stati traditi dall’inesperienza. Però - dice il ct - chi ha fatto errori importanti qui ha potuto giocare tanto. Non erano bugie quando dicevo che venivamo qui a fare esperienza. Alcuni di questi ragazzi non ne avevano, a livello internazionale: oggi Di Bella, Rocca, Michelori, Gigli hanno dimostrato di poter giocare a questi livelli. Garri invece deve crescere in fretta. Belinelli? Ha solo 20 anni... Forse Basile, Soragna e Marconato, i "vecchi", hanno sentito troppo la responsabilità di essere quelli che non sbagliano mai. Nel futuro bisogna che ci sia più equilibrio nella miscela tra giovani ed esperti». E il futuro sono gli europei 2007, che qualificano alle Olimpiadi cinesi.