A Basilea la fiera dei record

Oltre 94mila i visitatori e più di 2500 i giornalisti accreditati

Il 34° Salone Mondiale dell'Orologeria e della Gioielleria "Baselworld" si è chiuso con dati positivi e confortanti. In particolare, da segnalare l'elevatissima affluenza dei visitatori, stimata in 94.200 unità (+5% rispetto al 2005), nuovo record per la storica fiera di settore; ad essa, vanno aggiunti i 2.529 giornalisti accreditati (+7% sul 2005), provenienti da tutti i continenti. Tra gli espositori (ben 2.127 quest'anno) si è riscontrata una generale soddisfazione per gli affari conclusi ed i fatturati raggiunti, ben sottolineata da Jacques J. Duchêne, Presidente del Comitato Espositori: "Già lo scorso anno la soddisfazione era notevole. Grazie all'incremento del numero dei visitatori e alle previsioni economiche, quest'anno abbiamo constatato ancora un aumento. Per noi espositori Baselworld diventa ogni anno più importante". Inoltre, importanti interventi strutturali, primo fra tutti la sezione "First Avenue" nell'ambito della Hall of Visions destinata alla gioielleria (ha consentito la realizzazione di stand a più piani), hanno migliorato ed ottimizzato la fruibilità degli spazi espositivi, il comfort dei singoli stand e l'organizzazione logistica delle diverse aree. "Ci confrontiamo con un evento dinamico in un ambiente dinamico. Se anticiperemo i cambiamenti e se sapremo agire con rapidità, saremo pronti per un futuro di successo", afferma Sylvie Ritter, Show Director dell'evento. Sul fronte prodotto, si sono riscontrate una generale tendenza verso un atteggiamento prudente di approccio al mercato, una ricerca forte di consolidamento dopo anni non certo facili, strategie di limitazione del rischio e di potenziamento di specifici target di pubblico. In quest'ottica, vanno letti, dunque, il ritorno all'orologeria militare di Glashütte Original, la specifica linea donna lanciata da Blancpain, gli esercizi stilistici sul Calatrava effettuati da Patek Philippe, il sovradimensionamento di Corum, la studiata e preziosa staticità di Rolex (GMT Master II con quadrante o lunetta verde per celebrare il 50° anniversario della collezione), l'imprinting sempre più "da manifattura" di Chopard, il focus marcato sulla collezione Bulgari-Bulgari della Maison romana, la sfida tra tecnica e tecnologia di TAG Heuer. Non sono mancate, ovviamente, le eccezioni alla regola, con, in pole position, l'inquietante e straordinariamente aggressiva linea Defy Extreme di Zenith, l'accattivante ed innovativo Z3 di Harry Winston realizzato in zalium (una lega avveniristica basata sullo zirconio, più pesante e resistente del titanio), l'incessante fantasia creativa di Fawaz Gruosi nel FGone, dual time di De Grisogono.
Trasferiamoci ora a Ginevra, al Salon International de la Haute Horlogerie, che ha fatto registrare la presenza di circa 13.000 visitatori, dei quali 1.300 giornalisti, con un incremento dell'11% rispetto allo scorso anno: protagonisti gli operatori provenienti da Russia, Cina ed India. Quest'edizione è stata caratterizzata, specificamente, dal lancio della nuova collezione per signora di Cartier, denominata "Dona de Cartier" (ispirata al fascino della famosa attrice messicana degli anni '40, Maria Félix), dai cento anni di Montblanc con la presentazione di un sorprendente Quantième Perpetuel Chrono GMT, dallo straordinario Reverso Triptìque (a tripla affissione, esemplare "astronomico" con tourbillon e modulo del calendario perpetuo adattato sulla faccia interna della struttura portante della cassa reversibile), dal Tourbillon Relatif di Piaget, dalla compostezza e pulizia estetica del solotempo Richard Lange di A. Lange & Söhne, dal pregevole Radiomir 1936 di Panerai disegnato sugli stilemi del primo esemplare prodotto dalla Casa fiorentina.