Basilica di S. Paolo: un raro concerto per «voci bianche»

Voci d’angelo. Il particolare colore delle voci dei bambini, voci «bianche» sono dette, le ha rese tanto preziose da far escogitare, in un passato per fortuna lontano, la tragica disumana pratica della evirazione, per prolungarne la durata nel tempo, rendendo di conseguenza ancor più preziosi gli evirati che conservavano una voce da bambini in un corpo di adulto. In natura le voci bianche durano lo spazio di pochi anni. Con la pubertà, la voce di bambini e bambine cambia radicalmente. Anche per questo sono pochi i cori di bambini; perché non vale lavorare tanto per educarli se dopo poco tempo bisogna rassegnarsi a fare a meno di loro.
Ed allora l’ascolto di un coro di bambini diventa occasione preziosa. Un coro di una ventina di bambini fra i sei e i tredici anni, di Roma, sorto in seno all’Arts Academy e affidato alla direzione di Annalisa Pellegrini, canta alle 18, nella Basilica di San Paolo entro le Mura, in via Nazionale (ingresso gratuito).
Il coro, non più tardi di un mese fa, si è esibito con onore a Londra, accompagnato da alcune voci di adulti e strumentisti, in un repertorio che è raro e prezioso come rare e preziose sono appunto le loro voci, ispirato alla liturgia della Pasqua, tratto in particolare da un codice duecentesco, unico al mondo, conservato a Cortona, il celebre «Laudario». In programma anche alcuni brani gregoriani come le «Victimae Paschali Laudes».