La basilica di San Clemente «recluta» un coro irlandese

A metà Ottocento era opinione generale che San Clemente, eretta nel XII secolo e rimodernata nel Settecento, fosse la stessa della quale scriveva San Gerolamo nel 392. Ma nel 1857 il domenicano irlandese Joseph Mullooly intraprese quegli scavi che nell’arco di dieci anni riportarono alla luce non solo la primitiva basilica paleocristiana, ma anche la tomba di San Cirillo ed edifici romani del I secolo. Oggi la visita di questi ambienti sotterranei, che si diramano su due piani, è una delle più emozionanti che Roma riserva. L’aria che vi si respira è impregnata di sacralità, densa di memorie cristiane e pagane. Nella basilica inferiore, il cui aspetto originario risulta in parte alterato dai muri di sostegno delle strutture sovrastanti, sopravvivono diversi affreschi medievali che illustrano come in un fumetto un episodio della vita di San Clemente, relativo alla conversione della moglie di Sisinnio, prefetto di Roma al tempo di Domiziano. Ma il livello che attrae maggiormente i visitatori è quello più basso, comprendente anche un mitreo. Il 150° anniversario degli scavi di Padre Mullooly è un evento da non perdere per vivere la magia di un luogo così particolare. Domenica alle ore 20, il coro The Lassus Scholars terrà un concerto di musica sacra nel cortile medievale. Dopo il concerto, la comunità dei padri domenicani offrirà una cena nel giardino del convento. Il ricavato di questa serata servirà per realizzare un nuovo ingresso agli scavi, in quanto l’attuale, posto all’interno della basilica, non può essere utilizzato la domenica quando ci sono le messe. Per partecipare all’evento bisogna chiedere in sacrestia la scheda di iscrizione. Tel. 06.7740021.