Basilicata, blitz della Finanza a casa dei magistrati inquisiti

Le Fiamme gialle hanno perquisito i giudici coinvolti nell’indagine sulla corruzione

Potenza - All’alba un blitz scuote l’inchiesta su magistrati e politici che sta facendo tremare la Basilicata: le Fiamme gialle con il sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris, sono andate infatti a perquisire i 15 indagati eccellenti chiamati in causa, a titolo diverso per corruzione, abuso d’ufficio, favoreggiamento e truffa ai danni dello Stato. Un’indagine che dovrebbe mettere in luce intrecci di illeciti e favori tra magistratura, credito e grandi costruzioni.
Per la prima volta nella storia giudiziaria della Basilicata, sono stati quindi passati al setaccio gli uffici e le abitazioni dei due procuratori capi di Potenza e Matera, Giuseppe Galante e Giuseppe Chieco. Con un clima pesantissimo. Stesso destino per gli altri magistrati coinvolti: il presidente del Tribunale di Matera, Iside Granese, un giudice del Tribunale di Matera, Rosa Bia e il sostituto procuratore della Repubblica di Potenza, Felicia Genovese. Sigilli invece al villaggio di Marinagri, a Policoro in provincia di Matera. I carabinieri hanno perquisito sino a notte tutti gli uffici della società. E hanno bloccato il cantiere che per l’accusa ha usufruito di fondi del Cipe per 26 milioni di euro senza i requisiti. Finisce così sotto sequestro un’area estesa che si sviluppa su circa 300 ettari e 3 chilometri tra spiagge incontaminate e pinete. Sul piede di guerra i 300 operai impegnati nella costruzione di questo villaggio galleggiante tra laguna, isolotti artificiali e centri benessere. Hanno chiesto un incontro con il prefetto di Catanzaro per sapere qualcosa sul loro futuro.
E per chiarire la vicenda, tra accuse di reciproci favori e coperture, si muove sia il ministero della Giustizia con il guardasigilli Clemente Mastella che tra oggi e il fine settimana deciderà se mandare gli ispettori a Potenza e Matera, sia il Csm che ha aperto un fascicolo. Nella perquisizione alle toghe lucane, quella a Galante avrebbe avuto esito negativo. Non è stato rinvenuto nulla di eclatante. Mentre nel computer di Chieco gli inquirenti si sono soffermati su due file riservati giudicati «particolarmente interessante» dagli inquirenti. In uno di questi, in particolare, vi sarebbero trascritti dati e notizie sul villaggio Marinagri che sarebbe stato al centro di un’inchiesta della procura di Matera poi «insabbiata», sempre per l’accusa del Pm De Magistris, proprio da Chieco.
Altro materiale informatico ancora da visionare è stato sequestrato (agende elettroniche, alcuni palmari e hard disk) a casa degli indagati nel filone dei mutui e prestiti personali agevolati concessi dalla Banca popolare del Materano. A iniziare dall’abitazione di Attilio Caruso, già presidente del consiglio di amministrazione dell’istituto di credito. Secondo quanto stanno analizzando gli inquirenti i finanziamenti anomali della Bpmt non si limiterebbero alla posizione della Granese. Ma potrebbero lievitare ad alcune decine. Gli investigatori infatti stanno anche esaminando le posizioni di chi, amministratori pubblici e magistrati, avrebbe agevolato di una sorta di «investimenti pilotati» con guadagni sicuri e copertura delle perdite delle compravendite di titoli su diversi mercati. La Banca, da parte sua, ha più volte smentito le accuse e annunciato azioni di tutela dell’immagine.
Tutti gli indagati si difendono e respingono le accuse. A iniziare dal direttore dell’Agenzia del demanio, Elisabetta Spitz, moglie del senatore Marco Follini. Spitz si mostra convinta che si farà «piena luce sulla vicenda che vede coinvolta la dirigenza dell’Agenzia, per fatti risalenti ad alcuni anni fa». Ribadisce quindi «la massima collaborazione ai giudici impegnati nell’indagine, come del resto è sempre stato a supporto di altre inchieste», e ricorda di «aver avviato un’ulteriore azione, finalizzata alla verifica tecnica di eventuali irregolarità di utilizzazione dei beni dello Stato».
gianluigi.nuzzi@ilgiornale.it