Basilio Rizzo: «Era ora di far luce»

Basilio Rizzo, Lista Fo, decano del consiglio comunale, coscienza critica della sinistra milanese e spina nel fianco delle amministrazioni di centrodestra. Compagno di scuola e incubo di Gabriele Albertini, oggi anche di Letizia Moratti. «Non so nulla, io ero a scuola».
Professor Rizzo, lei ha l’esposto facile. Visto cos’ha combinato?
«Di esposti non ci sono soltanto i miei. Mi risulta che ce ne siano altri. Anche di dirigenti cacciati».
Parliamo dei suoi.
«Uno alla Corte dei conti e uno alla procura. Visto che, per il primo, la scadenza delle controdeduzioni chieste al Comune è il prossimo 7 dicembre, si potrebbe trattare dell’altro».
Soddisfatto?
«Assolutamente no. Non sono per nulla contento che a Palazzo Marino sia arrivata la magistratura. Avrei preferito la politica».
Ma è lei che è andato dal giudice.
«Abbiamo chiesto più volte alla Moratti di ascoltarci, di darci dei chiarimenti. Ma lei niente. Non ci ha dato nessuna risposta ed è andata avanti».
Avanti dove?
«Ad assumere un numero di persone eccessivo dall’esterno per sostituire dipendenti interni invitati ad andarsene. O spostati dalla sera alla mattina. Magari gente che lavorava in un ufficio da anni. Altri sono stati invitati a prepensionarsi».
La Moratti si dice orgogliosa della sua riorganizzazione.
«Grave. Ormai più della metà dei dirigenti sono nominati direttamente dal sindaco. Non c’è più, come prevede la legge, una separazione tra politica e amministrazione. Non possiamo avere una struttura amministrativa sotto ricatto della politica. Così la macchina comunale non funziona».
Il sindaco dice di aver risparmiato soldi da usare per i servizi ai cittadini.
«Ma com’è possibile se hanno aumentato i dirigenti e i loro stipendi?».
E se lo scopo fosse far funzionare meglio la macchina comunale?
«Alcuni dei nuovi assunti sono semplicemente politici tirati dentro in Comune. Ci sono candidati non eletti, gente senza la laurea prevista o la richiesta esperienza precedente in un ruolo corrispondente».
La sua è già una condanna
«Io ho solo chiesto di indagare se ci siano irregolarità rispetto alle regole sulle assunzioni».