Basket, beffa Italia Vince, ma in Europa ci va la Bulgaria

da Torino

Sul fondo del barile l'Italia delle mezzefigure vince di 1 punto (82-81) contro la Bulgaria, ma nel conto totale, anche se la squadra di Gershon perderà domani contro la Serbia, si terrà comunque il secondo posto nel girone. Una maledizione nella notte in cui Giuseppe Poeta (21 p) era stato proprio bravo, nella sera di Mordente (17), Amoroso (15), ogni tanto di Bulleri (13) e Soragna (11), ma, poveri figli, con il vuoto che avevano intorno salivano e scendevano dalla giostra con la lingua fuori.
Ora ci resta soltanto il recupero di agosto, ma non certo con una squadra del genere, e, in questo clima velenoso, corriamo pure il rischio che a guidare il gruppo non sia più Recalcati perché ieri sera a Torino si giocavano più partite. Purtroppo sul campo avevamo l'Italietta che il movimento ha generato, mentre fuori amici e nemici del presidente Maifredi si scontravano in attesa del consiglio di domani dove la cosa più importante non sembra il caso Napoli o il nuovo regolamento per ripulire un po' il mercato da troppi giocatori stranieri inutili, ma tutt'altro, perché si vorrebbe il commissario dopo l'anatema del presidente del Coni Petrucci contro una federazione di bradipi che non decidono niente.
Caos generale, e allora perché prendersela con Carlo Recalcati che deve essere diventato matto a dirigere un gruppo del genere, con troppi mezzi giocatori? Speriamo soltanto che prevalga la ragione e non la guerra per bande perché il presidente federale non può più vedere il Mattioli primo paladino del tecnico. Siamo alle torte in faccia mentre i bulgari di Pini Gershon fanno festa per aver salvato la differenza canestri globale e ora sperano di entrare direttamente all'Europeo polacco.
Roba da stare male in una partita nata nella confusione con i bulgari avanti 5 e poi subito dietro di 6 fino al 23-20 dell'intervallo. Il peggio nel secondo quarto a gomme sgonfie, superati 42-44. Ma era la fatica a far stravedere. Poeta e il suo fresco entusiasmo, i veterani come sponda, Amoroso finalmente più libero di mente per chiudere sul 63-57 con un bel finale di tempo. Sembrava fatta anche perché le tribune del parco Ruffini davano entusiasmo, una spinta forte, ma non bastava nel finale rocambolesco dove Cittadini segnava un libero su 2 per un fallo intenzionale ad Ivanov, un regalo quasi sprecato, ma poi nell'ultimo attacco era proprio Poeta a non infilare la retina per darci quel vantaggio che serviva. Lacrime e tanta amarezza perché la triste realtà è la squadra che abbiamo visto.