Basket: i valori contano più dei soldi, la Virtus Roma dice no a sponsor

Il presidente Toti respinge la propossta del sito di incontri extraconiugali che avrebbe permesso di tesserare il mago dei Raptors Andrea Bargnani. Dopo un colloquio con il sindaco Alemanno, ora è vicino l'accordo con Acea

La Virtus Roma avrà uno sponsor «normale» ma non avrà Andrea Bargnani. Niente partnership con il sito di incontri extraconiugali ashleymadison.com, che avrebbe voluto portare nella capitale il «mago» dei Toronto Raptors. Il presidente della Virtus, Claudio Toti, ha chiuso la giornata con l'incontro in Campidoglio con il sindaco Gianni Alemanno: sono state gettate le basi per l'accordo con l'Acea. Sulla maglia della squadra, quindi, presto comparirà un logo. Non sarà quello proposto dal businessman Noel Biderman: l'uomo d'affari ha proposto di griffare le maglie della Virtus con il brand Ashley Madison che identifica un sito per incontri extraconiugali. L'accordo, che avrebbe giovato alle casse del club, avrebbe anche potuto portare a Roma una superstar come Bargnani.
«Non accetteremo la sponsorizzazione di Ashley Madison. Voglio continuare l'attività sportiva e imprenditoriale nel rispetto dei principi che ci siamo imposti - ha detto Toti nella conferenza stampa al palazzetto di viale Tiziano -. La sponsorizzazione avrebbe giovato dal punto di vista economico, ma avrebbe messo in discussione alcuni principi. Non tradirò i valori dello sport e voglio rassicurare anche Monsignor Flavio Capucci (una delle voci contrarie al «matrimonio» tra la società e il sito, ndr). Incrementerò, attraverso la Fondazione Silvano Toti, il mio impegno nell'aiuto di chi nella vita è stato meno fortunato di me. Dopo tanti milioni investiti nel basket, dove troppo spesso mi sono trovato da solo, credo sia giusto pensare di rivolgere, ora, questa parte della finanza personale e del gruppo al sociale».
Dire no all'offerta di Biderman non è stato semplice. »La proposta era per 4 anni, indipendentemente dal discorso Bargnani. Sicuramente ora sarò criticato perchè ho rinunciato a 1,5 milioni di euro per la squadra. Qualcuno dirà che sono uno stupido, i tifosi saranno arrabbiati - ha proseguito Toti -. Io non ho subito nessuna pressione. Tutto, però, mi fa riflettere. Ho messo sul piatto della bilancia l'opportunità di trovare un aiuto consistente e, dall'altra, l'ipotesi di legare il nostro marchio ad un gruppo che non segue i nostri canoni. La decisione di rinunciare a tanti soldi, visto l'amore per il basket, andava ponderata. Ho scelto l'opzione che non mette in discussione gli 80 anni di storia del nostro gruppo. Mi sembra di poter dire che Ashley Madison abbia avuto già sufficiente pubblicità vista la copertura mediatica... Sono state sollevate molte critiche e, dall'altra parte, molti hanno espresso un'opinione diversa. Se Ashley Madison trovasse l'accordo con un'altra società, mi auguro che ci sia la stessa attenzione che è stata dedicata alla vicenda che ha coinvolto la Virtus Roma».
Prima di chiudere, il messaggio alle istituzioni cittadine è stato inviato dal vicepresidente Sergio D'Antoni. «Le aziende controllate dal comune hanno la possibilità di svolgere il proprio ruolo anche promuovendosi. Succede anche in altre città: non stiamo chiedendo assistenza -ha detto-. Il presidente Toti ha ribadito che il suo impegno è totale: ma serve aiuto. La decisione che è maturata è principalmente della famiglia Toti. Ma è anche della società: questa situazione deve rappresentare uno stimolo in più, un appello in più alla città. Tutti hanno dimostrato grande amore verso il basket e verso la Virtus. Ma se vogliamo che un'attività continui e che sia di alto livello c'è bisogno di investire sulla stessa».
Ieri pomeriggio è arrivata una «pre-fumata» bianca. «Sono stati fatti importanti passi avanti che troveranno la loro conclusione nei prossimi giorni con una sponsorizzazione da parte dell'Acea», sono state le parole di Toti e D'Antoni, come ha riportato il sito della Virtus, dopo l'incontro con il sindaco. L'esito del meeting è una buona notizia per la società. E, magari, soddisferà in parte la curiosità di Mr. Biderman. «Spero che Toti non associ il nome della Virtus Roma a marchi di alcolici, sigarette o scommesse - ha detto l'uomo d'affari in una nota diffusa dopo il no ufficializzato dal presidente della Virtus -. Più di ogni altra cosa, sono dispiaciuto per i tifosi della Virtus Roma che hanno visto sfumare l'occasione di avere il «Mago» in squadra. Toti ha rifiutato la nostra offerta di sponsorizzazione dal valore di un milione e mezzo di euro per quattro anni ma auguriamo ugualmente alla squadra e soprattutto ai tifosi il meglio per la nuova stagione. In merito alla nostra sponsorizzazione, si è parlato di problemi etici ma ci tengo a ribadire che con il nostro sito non facciamo niente di male. Il tradimento esisteva anche prima, offriamo solo una piattaforoma di comunicazione come Facebook e molte altre».