Basket, Italia sconfitta: il Montenegro è amaro

Gli azzurri di Pianigiani sconfitti 71-62, decisivo il parziale di 10-0 per i padroni di casa negli ultimi 3'. Terza sconfitta in quattro partite, decisivi i rimbalzi. Solo la Finlandia ci tiene in corsa

Rassegnarsi a guardare un'altra volta l'Europa del basket dal ponte dei sospiri dopo aver visto l'Italia perdere a 3 minuti dalla fine della partita in Montenegro la grande occasione: 10-0 di parziale, sconfitta, la terza su quattro partite, per 71-62 quando a 180" dalla fine eravamo 57-57.

La maledizione di una squadra che nella seconda parte, quella iniziata in vantaggio 34-32, con ancora buone speranze dopo il terzo quarto (50-46), deve sempre fare i conti con la stanchezza dei pochi giocatori di valore europeo, con la crisi che ci prende a rimbalzo dove anche questa volta siamo andati sotto nei momenti chiave (42-25 alla fine, 22-9 negli ultimi due tempi).

Giriamo la boa di queste qualificazioni europee avendo battuto soltanto la Finlandia che ieri, però, ci ha fatto un grande favore battendo Israele 84-83, pur con Rainnikko, quello che ci ha fatto 27 punti a Bari, a 0, anche se le possibilità di salvezza sono poche, nella speranza di poter rimediare l'anno prossimo, con le nuove regole, ma speriamo anche con qualche vero giocatore nuovo, nel girone dei dannati che darà ancora un solo posto per la Lituania.

Tenere il Montenegro a punteggio così basso, anche se Pecovic (28 punti, ma solo 4 rimbalzi) è stato un martello pneumatico dopo aver subito il primo Bargnani, vale per non deprimersi, ma è la sola cosa positiva perché la classifica è da malata terminale o quasi dopo questo scivolone degli israeliani che troveremo il 17 a Tel Aviv in un quasi spareggio.

Ecco Bargnani (8) e Belinelli (6) per il 15-14 iniziale, ma poi il Mago si è fermato (17 alla fine) e a dargli una mano sono stati davvero in pochi perché non potevano bastare Mancinelli (10) e Carraretto (7) a sostenere il duo Nba, con lo stesso Belinelli che si è bloccato a 13 punti dopo la prima fiammata.

Inutile pensarci troppo, i progressi come gioco di squadra, adesso che tutto è più chiaro, si vedono, non cammineremo al buio ancora per molto tempo, ma per adesso dobbiamo starcene su questo ponte dei sospiri aspettando che la cicogna porti davvero qualcuno in più da affiancare ai pochi che hanno risposto sul campo, a quelli che non si sono fatti schiacciare dai migliori, dal gruppo di Vujosevic dove Jeretin (12) e Dragicevic (10) sono bastati per rubarci il sogno nella partita psicologicamente più facile, quella dove non avendo niente da perdere ci siamo perduti, come da copione, proprio quando la palla ha cominciato a diventare più pesante.