Basket, Siena : secondo passo verso lo scudetto

Avanti di dieci punti all’intervallo, la Montepaschi vince gara-2 delle finali tricolori (85-82) rischiando nel finale la clamorosa rimonta di una Lottomatica Roma mai doma

Siena - Timbro a fuoco sulla carta araldica di Siena che va due a zero (85-82) nella corsa tricolore passando per la porta grande prima di perdersi alla fine sulla serratura del forziere romano garantito dai 22 di Lorbek in un finale a gambe dure e testa pesante. Il Montepaschi apparecchia meglio che in gara uno la tavola dove vorrebbe appoggiare la torta del terzo scudetto, soffoca subito Roma denundadone i difetti tecnici, lavorandola ai fianchi, senza pagare tasse per i problemi a rimbalzo che cominciano dopo 50 secondi sulla caduta di Eze. Basta la saggezza, basta avere il solito McIntyre che ora fa gola ai ricconi d'Europa, ma il Monte premiato come sponsor dell'anno non è che sia così debole, basta trovare in Kaukenas il grimaldello che lascia Roma a contare le troppe palle perse, a guardarsi in faccia perchè non tutti danno la stessa energia o luce salvo alla fine quando ormai era tardi.

Primo quarto per studiarsi (24-18), secondo per trovare una pianta che protegga la festa (48-38), diciamo il Kaukenas da 15 punti che toglie la scimmia dalla spalla quando Roma torna a -3 ritrovando almeno Lorbek e meno punizioni. Nel terzo tempo tutti i chiodi vengono piantati nei posti giusti, fuga per la vittoria con un più 16 che diventa doloroso sul quinto fallo di Jaaber (62-46). Roma e la zonetta, Roma e i cambi senza sostanza, considerando che Stefansson proprio non esiste. Passeggiata fra le stelle, seguendo l'umore del tempo che ogni tanto porta qualche temporale tipo il meno 8 a 6 e a 3 minuti dal gong dove i guardiani di porta sconsigliano sogni esagerati anche sul meno 7 di Gabini a 2'25" e il meno 4 di Lorbek a 1'54".

Adesso la carovana dello scudetto si sposterà verso Roma dove domenica e martedì avremo le verità che servono per giudicare tutto in una finale. Nel trasferimento resterà il tempo per pensare al futuro degli altri. Oggi Milano dovrebbe far sapere come si svilupperà il progetto Armani mentre in troppi hanno già scelto l'allenatore: qualcuno pensa al Bucchi di Napoli che non sembra così superiore al Caja che ha tenuto Milano in Europa, ma è garantito dal Messina che l'anno prossimo, magari, sarà veramente libero, altri parlano di un ritorno per Lardo che ha lasciato una buona impressione in Livio Proli, l'uomo che dalle prime mosse farà capire l'impronta del nuovo corso senza Corbelli, che è già una liberazione nella quale, magari, se interpellato in tempi giusti, vorrebbe inserirsi persino Recalcati.

Conoscere il manager, conoscere i giocatori per l'eurolega visto che la caccia è aperta se i greci stuzzicano il genio della lampada senese aprendo magari la porta al Finley di Rieti. E se Fabriano lascerà il suo posto in A2 ci sono già i pretendenti: Roseto con la vecchia dirigenza, Trieste che in questo modo potrebbe offrire a Boniciolli, allenatore dell'anno, la possibilità di tornare a casa.