Il basket di Treviso mette un altro trofeo in bacheca

La Virtus ha pagato quattro tiri liberi sbagliati da Michelori nel finale

La Benetton, il suo marchio, il suo modo di avvilire nella stessa maniera le due contrade di Bologna: l'anno scorso tolse lo scudetto alla Fortitudo, questa volta ha messo le mani sull'ottava coppa Italia della sua storia cestistica, violando il campo delle Vu nere - che organizzavano ed erano già sotto l'albero della cuccagna convinte di avercela fatta sul + 7 del 3° quarto - vincitrice nella sua decima finale, protagonista nell'epilogo dove ha scelto uomini e lasciato a sedere i caporali.
La Virtus che tornava nel primo cielo dopo tanti sacrifici cade nella volata finale non andando dietro al genio di Travis Best, perdendo la battaglia a rimbalzo (37 a 25) con Nelson nuovo principe della festa a 13, oltre ai 14 punti segnati, spina nel fianco di una Vidi Vici senza centri e non soltanto per la mezza influenza di Lang.
Ci voleva qualcosa che fosse speciale per vincere una semifinale rimontando 15 punti nei 4 minuti finali a Siena, ci voleva una squadra guidata bene per arrivare a questo capolavoro di nervi più che di gioco. David Blatt il pit bull cresciuto a Princeton, ma diventato uomo al Maccabi, allenatore della nazionale russa, quasi sicuramente in partenza a fine anno, lavora di fino sul cuore aperto di una partita decisa nei secondi finali dai liberi di Zizis e Lyday dopo i 4 errori dalla linea di Michelori. Ci voleva orecchio a capire che i bassotti di Markowski, con il testardo Vukcevic da 1 su 9 nel tiro da 3, non avrebbero potuto scalare l'ultima montagna, ma lui ha questo dono anche se quando arrivò dicevano che aveva ben poco dell'allenatore americano. Certo il tipo ottiene quello che vuole e se viene fuori vincendo pur avendo fantasmi come Shumpert, Lorbek, pur con un Gigli mezzo fantasma e azzoppatosi subito, allora qualcosa di speciale deve pur avere. Le spalle enormi di Goree, la testa di Zizis, il cuore di Soragna, la serata speciale del Nelson che non è più anatroccolo, in una notte dove Mordente ha dovuto morsicare soltanto polpacci di ferro senza avere la mano benedetta come nella rimonta contro Siena. Anche Lyday (15 punti), uno che aveva rischiato il taglio, ha fatto cose importanti mentre la Virtus che ripresentava Drejer, bravino, ma presto fuori per falli, ha sbagliato troppo al tiro (5 su 23 da 3, il 48% da 2), ma sulle percentuali c'è quasi la stessa linea perché neanche Treviso ha avuto mani d'oro, a parte il 6 su 8 di Nelson, ma ha avuto qualcosa di più nella lotta.