Basket La Virtus vince un derby vero, con tanto di ferito

Dusan Vukcevic, il professore di Sarajevo, decide il 103° derby di Bologna, forse anche la stagione della sua Virtus che non vuol cedere il secondo posto nell'inseguimento a Siena e, probabilmente, anche quella della Fortitudo incatenata al penultimo posto in classifica, mettendo dentro un tiro da 3 punti a 2" e 20 centesimi dalla fine. Tormento per la Gmac che aveva rimesso insieme una partita dove era stata sempre in affanno, andando anche a meno 15, che aveva trovato in Marcelino Huertas (24 p., 5 assist) il pilota atteso da tanto tempo; estasi per la Fortezza, senza Righetti, che dopo aver dato tanti calci al secchio ha trovato la giocata vincente quando Strawberry l'aveva messa sotto con due liberi (74-72) a 10" dal gong.
Finale crudele dove i salti di gioia di Claudio Sabatini, il proprietario che nella vigilia sperava che i punti servissero alla salvezza dei cugini amati ed odiati, ma sicuramente indispensabili per alimentare la passione speciale di una città speciale, facevano capire che forse aveva soltanto cercato di mettere acqua nel vino della messa cantata. Una trappola da cui era difficile sfuggire senza la testa e la tecnica di un Vukcevic (14 p.). Lui per tenere tranquilla una squadra che si era davvero agitata, non tanto per il divertente clima derby, ma per il gesto dell'idiota, non denunciato dai vicini, che lanciando una moneta dalle tribune aveva fatto sanguinare la testa del neo papà Reyshawn Terry che, ferito nel 2° quarto, è poi tornato in campo, ma è probabile che anche questo possa costare tanto alla Fortitudo che, come hanno suggerito i presidenti di Federazione e Lega dallo studio di Sky, dovrebbe denunciare per danni il colpevole se qualcuno l'aiuterà ad individuarlo.
L'unico sollievo per la Fortitudo è che la Snaidero resta dietro di 2 punti dopo la sconfitta in casa contro un'Armani dove Mason Rocca (18) è stato il grande protagonista con Jobey Thomas (14), l'americano di scorta. Milano che vince non si stacca in classifica però da una bella Benetton (in cui Bulleri sembra tornato a nuova vita, anche dopo essere stato ricucito per una ferita alla testa), che ha spazzato via la Scavolini (81-54), uscita fra i fischi dal suo campo di Pesaro.