Con Basso e Ullrich il Giro diventa migliore del Tour

Ieri a sorpresa l’annuncio di Ivan: «Come rinunciare alla corsa rosa, quest’anno così bella? Gareggerò sia in Italia, sia in Francia. E con me ci sarà il tedesco»

Pier Augusto Stagi

Sarà un Giro più Basso: non per l’altimetria, ma perché in più ci sarà Ivan Basso. Il corridore varesino, che in un primo momento aveva deciso di rinunciare al Giro per puntare tutto sul Tour, in cui si è piazzato terzo nel 2004 e secondo nel 2005 dietro Armstrong, ieri pomeriggio ha fatto sapere di voler partecipare al Giro (durissimo) che scatterà dal Belgio il 6 maggio. La decisione è stata annunciata in coincidenza con il primo ritiro di preparazione della CSC nello Jutland, la zona settentrionale della penisola danese, dove Basso e compagni resteranno fino al prossimo 10 dicembre.
Basso già nei giorni successivi alla presentazione del Giro aveva manifestato un certo interessamento per la corsa rosa, legato anche alla presenza di una cronometro a squadre, prova che invece è stata eliminata dal programma del Tour. «Il percorso del Giro mi piace - ha detto Ivan - e quest’anno mi ha già dato qualcosa di importante». A maggio, dopo aver conquistato la maglia rosa sulle Dolomiti, Basso fu costretto a cederla a Savoldelli sullo Stelvio per un problema gastrointestinale, ma si rifece sulle Alpi piemontesi: sul piano dei numeri: due giorni in rosa e due tappe. All’adesione di Basso potrebbe fare seguito anche quella del tedesco Ullrich: il vincitore del Tour ’97 ha manifestato interesse per questo Giro (che si presenta particolarmente impegnativo nell’ultima settimana, con un arrivo in salita sullo sterrato, nonché montagne come il Gavia ed il Mortirolo) e Angelo Zomegnan, direttore della corsa rosa, sta lavorando per convincerlo definitivamente.
Tornando a Basso, il varesino ci ha confidato: «Quando ho visto il percorso del Giro mi sono detto: come faccio a non correre una corsa così bella? Ho cominciato a pensarci, a parlarne con il mio team manager Biarne Riis. Certo, il mio team ha sponsor americano e il Tour è in cima ad ogni cosa, ma il Giro è pur sempre il Giro. Alla fine abbiamo deciso: correrò entrambi, per essere protagonista in tutte e due le manifestazioni. Quanto a Ullrich, ben venga anche lui, ci sarà solo da divertirsi, vorrà dire che faremo andata e ritorno e alla fine vinca il migliore».
Un Giro grandi firme, con Savoldelli, l’ultimo vincitore, Simoni che di Giri ne ha già vinti due, il Piccolo Principe Damiano Cunego, che un Giro l’ha vinto a soli 22 anni, e poi Danilo Di Luca, grande protagonista quest’anno della sfida rosa (quarto a Milano) che sogna il grande colpo. E poi Basso, che dice: «Io verrò con una grande squadra. Della partita, quasi sicuramente farà parte anche Bobby Julich».
«Siamo felici della scelta fatta da Ivan e dal suo team, significa che il Giro conserva ancora l’antico fascino». Non chiedetegli però di parlare dell’infinito braccio di ferro tra Uci, gruppi sportivi e Grandi Giri in materia di Pro Tour (il problema? la suddivisione dei diritti televisivi dei tre grandi Giri con i team di massima categoria, ndr): sull’argomento glissa con un sorriso di circostanza.