Basso è già in retromarcia: "Mai preso sostanze dopanti"

"Non ho commesso nulla di vietato. Tornerò" dice il ciclista varesino il giorno dopo le dichiarazioni spontanee alla procura antidpoing del Coni. "Ho ammesso il tentativo solo di ciò che mi viene contestato. Si è parlato di pentito o di collaborazione, è un fraintendimento"

Milano - Precisazioni. Dice lui. Ritrattare. Si dice in gergo investigativo. O meglio confermare solo parzialmente. E, comunque, senza mostrare nessun tipo di pentimento. Ivan Basso, che ieri ha ammesso al Coni di essere coinvolto nella vicenda di doping collegata all’inchiesta spagnola Operacion Puerto, ha detto oggi di non essere mai risultato positivo all’uso di sostanze o metodi illegali. "Non sono mai stato accusato di doping consumato. Posso assicurare che nella mia carriera non ho mai usato sostanze dopanti o fatto ricorso ad autoemotrasfusioni", ha detto oggi il ciclista, vincitore dell’ultimo Giro d’Italia, durante una conferenza stampa. "Ho ammesso il tentativo di doping in vista del Tour e sono pronto a scontare la mia pena, ma ho sempre vinto in modo pulito e ho intenzione di tornare a correre in bici dopo aver scontato la mia squalifica".

Basso è stato sottoposto a indagine da parte del Coni dopo essere rimasto coinvolto in un’inchiesta spagnola, denominata Operation Puerto, in cui alcuni medici sportivi sono accusati di aver praticato l’autoemotrasfusione per migliorare le prestazioni. Nell’ottobre scorso la procura antidoping del Coni aveva chiesto l’archiviazione degli atti riguardanti Basso, per poi riaprire l’indagine il mese scorso con l’accusa di uso o tentato uso di una sostanza vietata o di un metodo proibito.

"Sono consapevole che anche il tentato doping per la legge sportiva è una responsabilità. Ci sono regole e sanzioni previste, non spetta a me erogare le sanzioni", ha aggiunto il corridore precisando di non aver "commesso nulla di vietato", ma ribadendo di essere consapevole che "anche il tentativo è sanzionabile". "Spero abbiate apprezzato che non mi sono nascosto", ha detto, aggiungendo senza entrare nello specifico di aver chiarito ieri alla procura del Coni i suoi rapporti con un medico e precisando di non aver parlato di eventuali altri ciclisti coinvolti. "Ho ammesso il tentativo solo di ciò che mi viene contestato... Si è parlato di pentito o di collaborazione, è un fraintendimento. Non mi è stato chiesto il nome di altri corridori coinvolti. Ho parlato solo ed esclusivamente della mia posizione".