Basso alla Procura antidoping del Coni

da Milano
Parlando di biciclette possiamo dire che la posizione di Ivan Basso è ancora in surplace. È lì, in equilibrio, fermo ma non immobile, in attesa del pronunciamento del procuratore capo Franco Cosenza, che a giorni dovrebbe rendere nota la sua decisione. Ivan Basso si è presentato ieri davanti alla Procura antidoping del Coni, accompagnato dal proprio legale Massimo Martelli e dall’addetto stampa della Csc Brian Nygaard. L’incontro è durato poco più di un ora. Pochi minuti prima, alle ore 11.57, dalla Spagna, è arrivato un documento molto importante ai fini di tutta l’inchiesta sul presunto coinvolgimento del varesino nella «Operacion Puerto» (200 sacche di sangue sequestrate e l’accusa di aver fatto ricorso all’autoemotrasfusione, sotto la regia del dottor Fuentes, figura centrale in tutta questa storia): un certificato del giudice istruttore spagnolo che attesterebbe l’estraneità come persona indagata o imputata in questa vicenda.
Il varesino, che sulla base di questi sospetti fu allontanato assieme a Ullrich e ad altri sette colleghi dal Tour de France il 30 giugno scorso, è uscito dalla Procura con il sorriso sulla labbra. «Un altro passo in avanti - ha detto l’ultimo vincitore del Giro d’Italia -. Abbiamo risposto punto su punto a tutto quello che ci è stato chiesto e abbiamo fornito ulteriori chiarimenti. Cosa posso dire? Attendo con fiducia e serenità il pronunciamento del capo della Procura, e nel frattempo continuo ad allenarmi». A chi gli fa notare che Brian Nygaard, portavoce del team danese, ha dichiarato che «per noi conta solo il pronunciamento del Tas (Tribunale dell’arbitrato sportivo) e della Wada e non quello della Procura del Coni...», Basso si è limitato a dire: «In questi quattro mesi il mio unico interlocutore è stato ed è Biarne Riis. Noi ci siamo parlati in queste ore in un certo modo e quello che dice un addetto stampa non mi riguarda». Negli ambienti federali si parla di questa audizione con cauto ottimismo. Secondo i bene informati ci sono tutti i presupposti per poter chiudere la questione con un’archiviazione, una decisione questa che farebbe cadere la sospensione di Basso da parte della Csc, anche se all’orizzonte si profila un braccio di ferro contrattuale tra il corridore e il team danese dallo sponsor americano. «Lo ripeto: sono sereno – ci ha detto Basso -. La cosa che più conta è uscire da questa vicenda quanto prima. Per quanto riguarda la squadra, sono sereno e fiducioso: una soluzione la troveremo, per il bene di entrambi».