Basso riparte alla luce del sole «Su internet tutti i miei valori»

Dopo 2 anni di squalifica per doping, il varesino torna a correre in Giappone: «Ho pagato, resta il senso di colpa»

da Baveno

Ivan Basso è tornato: a parlare di ciclismo, senza il peso del peccato, lui che peccatore è stato e si considera. È tornato a parlare di ciclismo, davanti a giornalisti che se lo sono visto arrivare in bicicletta nella sala dell’hotel che ospita la conferenza stampa. È vestito da corridore, con i nuovi colori della Liquigas. Sorride, Ivan. Alza lieve la mano destra, saluta, ringrazia e dai suoi occhi lucidi emerge chiaramente l’emozione. Pochi giorni ancora, solo sei (la squalifica scade il 23 ottobre), e il varesino finito nel tritacarne dell’Operacion Puerto potrà tornare ad essere a tutti gli effetti un corridore. «Ho pagato il mio debito con due anni di squalifica e questo mi rende più sereno, anche se il senso di colpa rimarrà – dice il varesino -. Non chiedetemi però cosa penso di chi non ha pagato, di chi l’ha fatta franca: non sono la persona più adatta a parlare di queste cose».
Ivan Basso è tornato: due anni dopo la squalifica che ha cambiato per sempre la sua vita, oltre che la sua carriera. Tra otto giorni correrà la Japan Cup, la prima corsa vera dal 30 marzo 2007 (giorno conclusivo della Vuelta Castilla y Leon, in Spagna). A gennaio aprirà il 2009 in Argentina, poi il Giro di California (14-22 febbraio) e il primo scontro con Lance Armstrong, il rivale con cui annoderà un filo che porterà al Giro del Centenario. «Se Lance ha deciso di venire a correre il Giro, lo farà da Armstrong: per questo è già il grande favorito della corsa rosa», dice. Ha voglia di correre, di tornare a vivere il sapore della competizioni e non lo nasconde. «Ho sperato tanto di arrivare a questo giorno - ha detto Basso, che il 26 novembre compirà 31 anni -. Riattaccherò il numero sulla schiena e potrò riprovare quelle sensazioni che mi sono mancate così tanto».
Una nuova vita, voglia di fare tutto alla luce del sole, nel segno della più totale trasparenza, per questo la stessa Liquigas si affiderà ad agenzie riconosciute da Wada e Uci per eseguire tutta una serie di controlli volontari. «Ho chiesto un anno fa di essere controllato da tutte le agenzie, aderendo ad ogni tipo di protocollo – spiega Ivan -. Dai prossimi giorni, insieme al professor Sassi del Centro Mapei sport, pubblicherò on line anche i dettagli dei miei allenamenti sul mio sito, su quello della Liquigas e quello del centro Mapei. Tutti potranno vedere quello che faccio. In passato ho sbagliato, da oggi giocherò a carte scoperte».